Gjovalin Lazri è stato colpito da uno solo dei 13 proiettili sparati da Roberto Mollo, il camionista che nella notte tra il 19 e il 20 settembre ha utilizzato una pistola calibro 9 per difendersi da una banda di ladri che si era intrufolata nella sua cascina a Baldissero d'Alba, nel Cuneese. È quanto emerge dall'autopsia eseguita ieri mattina dai medici legali Valentina De Biasio e Lorenzo Varetto sul corpo del 36enne di origine albanese. L'esame ha rivelato che il colpo è entrato dalla base del collo e uscito dalla spalla.
All’obitorio civico di Torino, insieme ai due esperti, c'era Stefano Conti, perito balistico che si è già occupato del caso Roggero: "L’esame è durato più di tre ore, più del previsto perché è stato molto completo e approfondito - ha spiegato - È venuto fuori quello che ci si poteva aspettare, anche se ognuno ha le sue posizioni. Ma sarà fondamentale il sopralluogo nella cascina, che sarà anche la fase più delicata".
Sopralluogo che, con ogni probabilità, verrà eseguito la prossima settimana e avrà l'obiettivo di stabilire se, come ha ipotizzato la procura, Lazri è stato colpito mentre stava scappando e, soprattutto, dove si trovava quando è stato raggiunto dal proiettile, visto che i soccorritori hanno trovato il suo corpo a 30 metri di distanza dal balcone da cui Mollo ha ammesso di aver sparato.
Nel frattempo, il Tg1 ha svelato in esclusiva la telefonata di Mollo ai carabinieri, pochi minuti dopo la tragedia: "Mi ha preso paura, mi stava girando in casa. Sono armato, mi sono difeso, gli ho sparato, abito qui da solo in una cascina. Ora c’è una persona a terra, non so se è morto, è incappucciato".