Ammissioni e ricordi annebbiati segnano l'interrogatorio di garanzia di Matheus de Oliveira, il ventiseienne fermato per l'omicidio del trentanovenne Fabio Colapietro. Davanti al gip Antonio Borretta, il giovane — assistito dall’avvocato Wilmer Perga — ha confessato il proprio coinvolgimento, attribuendo l'accaduto a giorni di isolamento e all'abuso di un mix di sostanze stupefacenti tra cui crack, LSD, funghi allucinogeni e droga dello stupro.
Secondo la ricostruzione di Oliveira, come riporta ilCorriere, il festino a base di alcol e droga nell'appartamento di via Gulli era iniziato la sera del 20 settembre. A procurare le sostanze sarebbe stata la stessa vittima, giunta sul posto insieme alla professoressa quarantasettenne Nicole Formichetti e al ventiduenne Keith Butig. La tragedia è consumata tra il 21 e il 22 settembre: al rientro dopo aver cercato altra droga, Colapietro avrebbe tentato di rapinare il portafoglio a Oliveira mentre dormiva, scatenando una violenta colluttazione culminata nella morte del trentanovenne, le cui esatte modalità restano tuttavia incerte nei ricordi dell'indagato.
Dopo due ore di infruttuosi tentativi di rianimazione con il massaggio cardiaco, i tre presenti avrebbero pianificato l'occultamento e lo smembramento del cadavere, acquistando sacchi, teli e cemento a presa rapida con l'intenzione di gettare i resti nel fiume.
Sul fronte giudiziario, la professoressa si è avvalsa della facoltà di non rispondere poiché ancora fortemente sconvolta. Keith Butig ha invece negato ogni addebito nell'omicidio e nel sezionamento del corpo, sostenendo di essersi isolata in una stanza e di essersi limitata all'acquisto dei sacchi prima di allontanarsi dall'abitazione.