Ieri in Parlamento Marina Terragni, Garante per l’infanzia, ha detto una verità che nel dibattito sulla crisi demografica resta sempre sottotraccia. «La povertà relazionale è il più grande nemico della natalità (...) La ricostruzione di relazioni reali e in presenza è il grande challenge che abbiamo di fronte».
Lo dice in modo elegante, ma il messaggio è fin troppo chiaro: non si fanno figli perché non si sta insieme. Si fa tutto a distanza, ma per avere bambini serve la presenza. Gli assegni, i bonus e gli asili nido sono certamente degli incentivi e non bastano mai. La notizia di un nuovo bonus bebé non ha mai scatenato la passione tra un uomo e una donna, ognuno sedotto dal suo cellulare.
Tra una briscola e l’altra i nostri nonni si annoiavano e la noia era il più potente dei motori demografici. Per fortuna la ricetta per avere un bimbo non è cambiata (un po’ sì, ma questo è un altro discorso) ma all’epoca i figli si facevano perché bastava spegnere prima la radio e poi il televisore per ritrovarsi a letto. Noi il cellulare ce lo portiamo sotto le lenzuola e, scrollando scrollando, ci addormentiamo.