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Monte dei Paschi, dopo 14 anni ho avuto giustizia

La Corte d’Appello mi ha assolto dall’accusa di aver diffamato l’ex sostituto procuratore di Siena per alcuni articoli del 2013 riguardanti la banca e il Partito democratico
di Francesco Storace sabato 3 ottobre 2026

2' di lettura

Assolto. Assolti. Assieme al collega Federico Colosimo abbiamo visto finalmente prevalere la giustizia in Corte d’Appello, per aver scritto sul Pd e il Monte dei Paschi di Siena quel che andava scritto.
La giudice Clementina Forleo ha ribaltato la sentenza di primo grado: non fu reato raccontare quello che succedeva anche nei palazzi della magistratura. In primo grado ci condannarono, ora arriva la decisione liberatoria: il fatto non sussiste.

Quasi 14 anni dopo. Io e Colosimo lavoravamo al Giornale d’Italia e avemmo le notizie ghiotte per il caso Mps. La Corte d’Appello di Roma, Sezione I Penale, ci ha assolto dall’accusa di diffamazione nei confronti di Aldo Natalini, già sostituto procuratore presso la Procura di Siena. La Corte, presieduta appunto dalla dott.ssa Clementina Forleo, ha cassato la sentenza di primo grado.
Ad assisterci con successo e professionalità gli avvocati Francesco Colosimo e Ippolita Naso. «Accogliamo con estrema soddisfazione la pronuncia assolutoria da parte della Corte d’Appello che, nonostante l’intervenuta prescrizione dei reati ipotizzati, è entrata nel merito della vicenda riconoscendo la non sussistenza delle ipotesi di reato contestate. Dopo quasi 14 anni, giustizia è fatta», hanno sottolineato in una nota.

La vicenda risale al 7 e 8 agosto 2013 ed è legata alla pubblicazione, proprio su Il Giornale d’Italia, di alcuni articoli riguardanti Natalini e la sua attività nell’ambito di un’indagine relativa al Monte dei Paschi di Siena. All’epoca eravamo considerati anche un po’ male da quei settori della magistratura che non volevano saperne di indagare seriamente sul presunto suicidio di David Rossi, poi in queste settimane riemerso invece è ovviamente come omicidio.
A me, come direttore responsabile de Il Giornale d’Italia, e a Colosimo, quale autore degli articoli, veniva contestato il reato di diffamazione per i contenuti dei pezzi intitolati «Mps: indagato anche il pm Natalini.

Spiegava al telefono come difendere il Pd» e «Intercettazioni pro-Pd del giudice Natalini», oltre all’articolo «Con Mps come con Cosa Nostra».
Secondo l’impostazione accusatoria, attraverso tali articoli sarebbe stata offesa la reputazione di Natalini, evocando un suo presunto intento di favorire il Partito Democratico attraverso l’indagine relativa al Monte dei Paschi di Siena. A Storace veniva inoltre contestato di non aver esercitato, nella sua qualità di direttore responsabile, il dovuto controllo sul contenuto degli articoli al fine di evitare la diffamazione.
In primo grado, il Tribunale di Roma ci aveva attribuito il reato, condannando me a 10 mesi di reclusione e 400 euro di multa e Colosimo a 9 mesi di reclusione e 300 euro di multa.
La Corte d’Appello di Roma ha verificato invece con grande serietà quella decisione, pronunciando l’assoluzione di tutti e due perché «il fatto non sussiste».

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