Fu rilevato un 'dna maschile' sui pedali della bici di Alberto Stasi, ma mai finito agli atti: è un passaggio della relazione tecnica genetico-forense, condotta da Carlo Previderè e Pierangela Grignani, con la quale i due esperti dovevano rispondere a diversi quesiti posti dal pm di Pavia Stefano Civardi, nell'ambito delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Un foglio di lavoro, scrivono i professionisti, "non rinvenibile nelle relazioni tecniche o nei verbali consultati".
Il foglio di lavoro, datato 26 settembre 2007, come segnalato nella relazione, è stato "acquisito al Ris" lo scorso 11 settembre. Tra gli atti emersi nella nuova indagine c'è un test, anche questo mai finito nei procedimenti precedenti, eseguito sul materiale prelevato dai pedali, secondo cui quelle non erano tracce ematiche: "Obti test negativo". Un appunto scritto a mano dal capitano Alberto Marino che indicava l'esito delle analisi effettuate. Lo stesso Marino, in una comunicazione successiva inviata alla pm Rosa Muscio, spiega, però, che ulteriori analisi per accertare che quello sui pedali della bici di Stasi fosse sangue non sono state effettuate perché "le tracce risultavano troppo esigue" e che si è ritenuto che "anche i kit di tipo immunologico, quello denominato Hexagon Obti test comunemente utilizzato presso questo Reparto, non fossero sufficientemente sensibili per l'analisi in questione".
"Ogni traccia utile a confermare il risultato già ottenuto dal campione bu_p è stata pertanto preservata per analisi del Dna", si legge nella nota. Successivamente, in una comunicazione datata 26 settembre 2007, ancora Marino scrive che "appare più che ragionevole ritenere che il profilo ottenuto dal campione bu_p, possa ricondursi soltanto a tracce biologiche di natura ematica". In mattinata la difesa di Andrea Sempio è stata al tribunale di Pavia per ascoltare delle intercettazioni, classificate come non rilevanti."Penso che si debbano chiarire molti aspetti, è fondamentale, ma questo in linea proprio di principio. Se c'è qualcosa di opaco va accertato, per il bene della verità, non solo processuale ma anche fattuale, perché poi ci vanno di mezzo tutti", ha detto l'avvocata Angela Taccia che, insieme con il collega Liborio Cataliotti, difende Sempio, che annuncia un doppio deposito delle controdeduzioni, uno da parte sua, l'altro da parte del collega. Non vi sarebbero novità, invece, in merito all'ipotesi di corruzione: "Ho controllato la pec stamattina e non ho ricevuto alcun riscontro per l'istanza che ho depositato lunedì ex articolo 335 del codice di procedura penale. Potrebbero anche non rispondere, dipende dalle esigenze investigative".