CATEGORIE

Adesso è caccia all’Ignoto 2: il suo Dna sul dito di Chiara

di Luca Fazzo venerdì 9 ottobre 2026

2' di lettura

Hanno tentato anche l’ultima strada: ipotizzare che il Dna sconosciuto trovato su un’unghia di Chiara Poggi fosse stato lasciato da uno dei tecnici incaricati di esaminare le tracce sul corpo della vittima del delitto di Garlasco. Era una ipotesi inevitabile, visto che già una volta un Dna inspiegabile, trovato nella bocca di Chiara, era risultato provenire da uno degli strumenti utilizzati dagli addetti all’esame autoptico. Stavolta invece no. L’unico esperto del Ris a maneggiare le unghie fu Alberto Marino, l’ufficiale che nel 2007 operava come consulente della Procura di Pavia. Il suo codice genetico è stato prelevato e confrontato con il Dna ancora sconosciuto. Il responso è negativo, non è di Marino. Ignoto 2 resta ancora senza nome, e misterioso il modo in cui la sua traccia possa essere approdata sulle unghie della ragazza.

Nell’ottobre scorso, quando era stata depositata la perizia - l’unica analisi super partes effettuata nel corso dell’indagine bis su Garlasco - della genetista Denise Albani, l’attenzione si era concentrata sulle risposte che venivano fornite alla domanda cruciale: era davvero di Andrea Sempio, come sostiene la procura, il Dna trovato sulle estremità di due dita (di mani diverse) della vittima? La risposta della Albani aveva scontentato un po’ tutti, perché da una parte diceva che la probabilità che l’aplotipo Y428 – MDX5 e Y429 – MSX1 fosse di Sempio è da «476 a 2153 volte» maggiore che appartenesse a qualcun altro; ma dall’altra aveva scritto che la riconducibilità a Sempio (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) era «da moderatamente forte a forte», senza quindi dare certezze. Nelle ultime righe della stessa perizia, la Albani scriveva che per una terza traccia, l’aplotipo misto Y432 – MSX4 «è emersa l’esclusione di tutti i soggetti di interesse», Sempio compreso. Un dettaglio importante, su cui la Procura ha continuato a scavare, ordinando la nuova consulenza ai Ris di Parma e il confronto con Marino. Niente da fare.

La presenza di un Dna rimasto ignoto sulle unghie di Chiara è destinata a venire usata in aula dalla difesa di Sempio. L’aplotipo Y432 – MSX4 non è d’altronde l’unica traccia sulla scena del crimine rimasta senza attribuzioni. La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara, con una memoria dell’agosto scorso ha chiesto un supplemento di indagine sul dispenser di sapone del bagno di casa Poggi, dove secondo l’accusa c’erano solo due impronte di Stasi. Spiegazione nella sentenza: Alberto si lava dal sangue col sapone, poi lava anche il dispenser facendo sparire ogni altra impronta, e lo rimette a posto toccandolo con solo due dita. Ma secondo i suoi legali sul dispenser c’erano altre sette impronte, alcune delle quali attribuibili. Identificarne il titolare servirebbe a smentire che Alberto abbia mai lavato il dispenser, tassello importante della sua condanna.

tag

Ti potrebbero interessare

Si schianta e precipita dal viadotto: una palla di fuoco sulla A2

Tragedia nel pomeriggio sull’autostrada A2 del Mediterraneo, nel Salernitano, dove il conducente di un autoarticol...

Gli insulti sconcertanti a Meloni e Lepore: cosa sta succedendo a Bologna

Sono state rimosse nella mattinata del 9 ottobre le scritte offensive e inneggianti all’attacco terroristico del 7...

Giuseppe Sempio, parole choc a Quarto Grado: "Se tornassi indietro chiederei la fattura"

"Se tornassi indietro l'unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello. Quello che hanno fat...

"Tua figlia...": prima le accuse sulla chat delle mamme, poi si scatena la rissa

Una discussione nata all’interno di un gruppo WhatsApp di genitori si è trasformata in una violenta rissa t...