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Gli immigrati delinquono 5 volte più degli italiani: furti e stupri da record

di Tommaso Montesano martedì 13 ottobre 2026

4' di lettura

Poco meno di un anno fa, era il 3 novembre, dalle statistiche del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno emergeva che il 34,7% delle persone denunciate in Italia nel 2024 era straniero. Erano stati 287.396 i soggetti segnalati, fermati o arrestati. Più di un terzo del totale.

Quasi dodici mesi dopo, il quadro è peggiorato. Il numero degli stranieri finito negli ingranaggi della giustizia è salito a 292.820. E anche l’incidenza sul totale, seppur di poco, è cresciuta: ora è al 35,1% dei denunciati. Riassumendo: gli immigrati sono il 9% della popolazione presente nel nostro Paese, ma delinquono cinque volte in più degli italiani.

Per capire l’ampiezza del fenomeno, Il Sole 24 Ore - che ha pubblicato la nuova edizione dell’Indice della criminalità - ricorda quali fossero i numeri del 2019, prima dell’emergenza pandemica: 265.869 individui segnalati. Un balzo di oltre il 10%. Un incremento in controtendenza rispetto alla generale diminuzione dei reati in Italia (1,8% in meno rispetto al 2024). Ad allarmare, è la conferma di quanto già emerso lo scorso anno: gli immigrati sono specializzati nei delitti che generano maggiore allarme sociale come rapine, furti e violenza sessuale.

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Il reato dove il peso degli stranieri è maggiore è il contrabbando: sono immigrati più del 60% dei denunciati (61,1%) di un delitto che interessa soprattutto Varese, Napoli e Caserta. Una “preferenza” che indica il desiderio dei sodalizi criminali di ottenere profitti illeciti. Non a caso gli atti di contrabbando rispetto al 2018 sono aumentati di quasi il 150%. Quando si scorre la graduatoria, però, ci si accorge che subito dopo compaiono i cosiddetti “reati di strada”, quelli che incidono di più sulla percezione della sicurezza al di là dei numeri.

L’ALLARME SOCIALE

E allora ecco che al secondo posto, tra i delitti commessi dagli stranieri, ci sono le rapine. Nel 2025 ce ne sono state 27.684. E di queste, nel 53,2% dei casi i soggetti denunciati sono stati stranieri. Altro particolare rilevante: questo è il reato in cui è stata più alta la partecipazione dei minorenni: il 18,1% dei soggetti segnalati. Al terzo posto dei delitti dove il peso degli stranieri è maggiore ci sono i furti, il reato predatorio per eccellenza. Nel 2025 ne sono stati segnalati poco meno di un milione: 992.660. E nella metà dei casi - il 49,4% - il soggetto denunciato è stato di origine straniera.

Un delitto che non può non riguardare grandi città come Milano, Firenze e Roma (tutte amministrate, come raccontiamo a fianco, da giunte progressiste). Appena sotto il podio ci sono le violenze sessuali. Nel 2025, secondo il rapporto del Viminale, sono stati denunciati 6.643 casi di violenza. E l’incidenza degli stranieri è stata del 43,4%. Le tre città dove il delitto è stato più presente sono Trieste, Aosta e Bologna.

Al quinto posto ci sono i reati legati allo spaccio degli stupefacenti: 32.898. E gli stranieri denunciati sono stati quasi il 40%. Un delitto, anche in questo caso, che ha a che fare con il desiderio di acquisire profitti illeciti allo stesso modo di contrabbando, rapine e furti. Al sesto posto ci sono i danneggiamenti. Il loro numero complessivo è in crescita sia rispetto al 2018, sia rispetto allo scorso anno. Nel 2025, il ministero dell’Interno ne ha contati 288.938. E sul totale dei denunciati, gli stranieri sono stati il 38,1%. In testa ci sono le grandi città, come Torino e Milano, quelle dove sono più frequenti sia le occupazioni abusive, sia le manifestazioni, seguite però da Prato, dove la presenza degli immigrati è tradizionalmente più marcata (non a caso la quota complessiva degli stranieri sul totale dei denunciati o arrestati, rivela Il Sole 24 Ore, raggiunge il livello più alto: il 60%).

Dalle statistiche emerge che la presenza degli stranieri è più alta anche nei delitti contro la persona (non solo le violenze sessuali, ma anche le lesioni dolose e le minacce). Una predominanza che ha una spiegazione: la presenza sul territorio nazionale, tra la popolazione straniera, di giovani maschi di conseguenza più esposti alla “vita di strada” e di conseguenza pronti a buttarsi tra le braccia della criminalità.

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SOS PURE IN CARCERE

Il cerchio si chiude incrociando i dati del ministero dell’Interno con quelli del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: nelle carceri italiane sono presenti 20.303 detenuti stranieri su un totale di 64.793 reclusi (Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per far scontare la pena nei Paesi d’origine).

Chiosa Silvia Sardone, vicesegretario della Lega: «Ricordo che mentre il governo sta aumentando in maniera evidente le espulsioni dei criminali stranieri, la sinistra si oppone ai centri per i rimpatri».

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