Lavora in un negozio di telefonia e ruba i dati della carta di credito a un anziano: è successo a Bologna, dove la vittima, un 81enne, si è vista contabilizzare quasi 300 transazioni per oltre diecimila euro di acquisti su Shein e Groupon. Grazie alla sua denuncia, la polizia è riuscita ad arrivare alla responsabile e al suo compagno. Per i due, comunque, non si sarebbe trattato di un caso isolato. Anche in altre situazioni, infatti, la dipendente del negozio avrebbe approfittato del suo lavoro a contatto con il pubblico per truffare alcuni clienti, "rubando" i dati delle loro carte di credito ed effettuando poi acquisti online.
Dopo essere stata denunciata, la donna, una 39enne italiana, che poi avrebbe anche ammesso buona parte del sistema truffaldino, è stata deferita in stato di libertà per indebito utilizzo di carte di credito e sostituzione di persona. Insieme a lei, il compagno 43enne, anche lui italiano e incensurato proprio come la donna. Le indagini sono partite lo scorso gennaio dalla denuncia dell'anziano, che tra novembre dell’anno scorso e l’inizio di gennaio di quest’anno ha visto comparire sempre più transazioni non effettuate da lui sul proprio conto corrente, a cui è collegata la carta di credito.
Microchip nei documenti, ladri e truffatori li rubano. E i complottisti li temono
È che forse la faccenda ci sta un tantinello sfuggendo di mano. Guardala lì, ce l’abbiamo tutti o qu...I pagamenti in questione sarebbero avvenuti soprattutto su piattaforme di acquisti online come Shein e Groupon e per capi di abbigliamento, articoli per la casa, voucher, soggiorni in centri benessere, spa e strutture ricettive. In sede di denuncia, le transazioni non riconosciute dall’81enne sarebbero state ben 274 per un totale di 10.580 euro. Gli agenti sono riusciti a risalire alla donna e al suo compagno dopo l'acquisto con quella carta di un soggiorno su Groupon per un weekend in un centro termale di Abano Terme a fine maggio.
Dopo aver amesso le sue responsabilità, la 39enne avrebbe invece definito il compagno come estraneo ai fatti. Ma gli investigatori non le hanno creduto, perché, come sottolineato dalla Questura di Bologna, "le verifiche sulle spedizioni hanno mostrato un ingente e ininterrotto flusso di merce recapitato quotidianamente alla sua abitazione, flusso ritenuto del tutto incompatibile e sproporzionato rispetto alle entrate lecite del nucleo familiare". Altre "vittime" del sistema sono state una 63enne, che ha sporto denuncia a fine gennaio per una transazione illecita di una cinquantina di euro; e una 78enne che invece avrebbe subito tre tentativi di addebito per un totale di 225 euro, fortunatamente non andati a buon fine.




