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La scrittrice boicottata perché si oppone ai bimbi trans

L’Università di Bologna annulla la conferenza di Alessandra Arachi sulla disforia di genere. Lei: "Abuso di potere"
di Lorenzo Cafarchio venerdì 16 ottobre 2026

3' di lettura

“Evento annullato”. Sull’agenda dell’Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna viene così derubricata la conferenza “Disforia di genere nei minori. Evidenze scientifiche, scelte di cura e diritti” che si sarebbe dovuta tenere ieri presso l’Ateneo felsineo. Il leitmotiv del convegno doveva essere, leggiamo sul sito, «l’impegno della triptorelina nei minori con disforia di genere solleva interrogativi scientifici, clinici, bioetici e sociali di particolare complessità. Evidenze, benefici e rischi, consenso informato e tutela dei minori si intrecciano in un confronto complesso che riguarda medicina, famiglie e società». I protagonisti? Alessandra Arachi, collega del Corsera e autrice del libro Bimbi trans. Piccoli corpi grandi bugie, Marco Del Giudice, professore associato di psicometria, e Assunta Morresi, professoressa associata di chimica fisica. L’introduzione doveva essere di Pierluigi Contucci, presidente della classe di scienze fisiche dell’Accademia delle Scienze, con la moderazione di Paolo Branchini, componente dell’Accademia.

Ma a un passo dal convegno, 24 ore prima, l’istituto ha annullato tutto. La motivazione? Mancanza di contraddittorio. Cerchiamo di vederci chiaro. Partiamo dalla “parte lesa”. Alessandra Arachi alle 16, nonostante il diniego, era al suo posto davanti all’Accademia. «Ho trovato una grande caciara e le pentole sbattute dei 30 che volevano contestare la conferenza». Quelli con le stoviglie in mano sono quelli di Link Bologna Studenti indipendenti. Che hanno gridato «Fuori le terf dall’Università». Terf? Femminista radicale trans-escludente. Ora è tutto chiaro. Se non c’è il contraddittorio, dicono, lo «diventiamo noi. Non possiamo accettare l’avanzata della transfobia istituzionalizzata, non possiamo accettare che i luoghi del sapere diventino luoghi dove perpetrare una retorica violenta e transcida».

IL FARMACO CONTROVERSO

Torniamo dalla Arachi. «Mi hanno seguito ovunque. Ho provato a interagire coi contestatori, ma dicevano che “ero transfobica”. Si vede che non mi conoscono. Gridavano che il mio è “un libro orribile”, tutta pubblicità. Quello che ribadisco è che la triptorelina è un farmaco che fa male ai bambini». Ma dell’annullamento del convegno? «Ho ancora le pentole nelle orecchie, ma quello che ha fatto il presidente dell’Accademia è gravissimo.
Un’istituzione aulica come questa che segue dei ragazzini che contestano... Poi continuano a parlare di contraddittorio per un tema etico. Noi fino al 28 settembre avevamo il contraddittorio, ovvero l’europarlamentare Alessandro Zan, che alla fine si è sfilato». Il diniego a meno di un giorno. «Un abuso di potere, parecchi iscritti alla manifestazione stanno chiedendo il rimborso del viaggio e dell’albergo. Una cosa del genere non mi era mai capitata. Contucci, dell’Accademia, mi aveva contatto per organizzare tutto. Anzi, appena è sorta la protesta ho chiamato Stefano Greco, del comitato nazionale Link, per farli partecipare all’incontro seduti assieme a noi in modo da sentire le loro ragioni, ma aspetto ancora risposta».

A questo punto non potevamo che ascoltare la campana suonata da Giuseppe Sassatelli, ovvero il presidente dell’Accademia delle scienze. «Non è una decisione improvvisa», esordisce così. «Mancavano due cose fondamentali per realizzare il tutto. Un parterre con personalità che coprissero le complessità dell’evento. Assenti sia un medico che un giurista, mancavano competenze ufficiali e quindi ho fatto questa riflessione». Come mai ha aspettato fino all’ultimo per comunicare la decisione? «Speravo che quello che mancava arrivasse, volevo essere ottimista». Però gli organizzatori siete voi, potevate ovviare fin dall’inizio. «Su questo mi prendo io le responsabilità, ma ho preferito sospendere prima di fare male una cosa che speravo di realizzare bene». Sui rimborsi? «Polemica pretestuosa, non è che se alla Scala annullano un concerto rimborsano treni e aerei...». Le hanno detto di essersi piegato a Link? «Ho fatto il preside della facoltà di Lettere e non mi hanno mai spaventato gli studenti. Una motivazione, alquanto, pretestuosa».

COMPULSIVAMENTE

Il consigliere regionale di Fdi, Marta Evangelisti, afferma che «il bombardamento continuo nei confronti degli organizzatori e relatori, di chiamate e mail di protesta per annullare il convegno è il sintomo di un’intransigenza tossica che soffoca il dibattito. Quando le pressioni ideologiche pretendono di mettere il bavaglio alla scienza e al confronto, a perdere sono il pluralismo, e la democrazia a Bologna e nella nostra Regione». La domanda resta. Ma è il contraddittorio - parola che si ripete compulsivamente in queste righe - o la libertà di poter esprimere le proprie visioni a mancare? Pare che non servano i posteri per la certo non ardua sentenza.

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