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La sfida "aura battle": chi vince è il più figo

La nuova moda dei giovanissimi: in due si fronteggiano alternando mosse, frasi e atteggiamenti, poi la folla di coetanei decreta il migliore. Meglio delle scazzottate...
di Luca Puccini domenica 18 ottobre 2026

3' di lettura

Che poi non c’è neanche niente di male. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, è molto meglio così. Sì, va bene, alle volte fan baccano, sono incontenibili, gridano come pazzi scatenati e se te ne capita una sotto casa alle tre di notte magari proprio tutti i torti a chiedere un attimo di tranquillità non ce li hai, però signori, sulla nuova moda delle “aura battles” noi vecchietti degli anta e passa dovremmo alzare le mani. Primo perché le serate un po’ fracassone le abbiamo fatte tutti e secondo perché, con quel che succede oggi, con gli adolescenti sbruffoni e pure violenti di cui si legge spesso, che ora i ragazzini si ritrovino in gruppetti sempre più numerosi per sfidarsi a “colpi di carisma” è il meno. Tra l’altro c’è persino del fair play.

SFIDA A DUE

È solo che noi, con qualche generazione in più, facciamo fatica a capirli. Che ci fanno stuole di 15enni o 19enni ammassate a formare un cerchio umano, centinaia di giovanissimi chi col telefonino in mano e chi col cappuccio tirato su fin sopra la testa, a vedere (e incitare) due coetanei che, nel mezzo di quell’arena improvvisata, “combattono” per far vedere al mondo chi tra loro è il più ganzo? Al massimo, noialtri, ci ricordiamo le vetuste piazze della breakdance (oramai reperti archeologici) o il dissing del primo rap anni Novanta, la gara a chi “rima” di più. Loro no, loro si contendono il titolo di maschio (o femmina) più trendy del momento (ed è ovvio, avrebbero da ridire circa la definizione, che-boomer-zio-six-seven).

Ma va così, e non possiamo farci niente. Va che le “aura battles” sono oramai un fenomeno planetario, sono nate in Sudamerica ma sono arrivate anche a Milano e a Roma e a Treviso (e se pensate che il vostro territorio ne sia esente è perché la vostra età anagrafica non ve ne ha ancora fatta incontrare una), sono spopolate grazie ai viralissimi video del viralissimo TikTok e coinvolgono (appunto) solo i giovinastri delle generazioni z o alpha, ossia su per giù una platea che va dai 15enni ai 23enni.

Funzionano così: il raduno (manco a dirlo) viaggia sui social, ce n’è uno di fronte all’altro e gli amici tutti attorno a fare da cordone, un po’ come nelle gare illegali tra polli dei telefilm messicani quando un allibratore in canottiera gira tra gli astanti racimolando pesos; la folla ha due compiti, il primo è incitare e il secondo è incoronare chi sarà il re assoluto della competizione; e la coppia di contendenti cerca di spuntarla, uno di qui l’altro di là, mostrando chi ha più fascino (letteralmente: più “aurea”). Per farlo, serve della musica a palla ed è quella che ascoltano i ragazzini oggi, lo scopo è mettere in risalto mosse, espressioni, linguaggi, riferimenti a quella cultura teen che a noi sfugge completamente . Stai-nel-chill-che-ti-spiego, Siuuu-bro-come-Ronaldo, citazioni di videogiochi come Fortnite, pose alla trapper da milioni di visualizzazioni, no-cap-stai-diventa-cringe.

CHE MALE C’È?

Una cafonata, sì. Una ragazzata, mezzo bravata mezzo no-sense, del tutto superficiale e superficialmente fanfarona: anche. Ma chi siamo noi per giudicare? Noi che gli schiamazzi li facevamo coi miniciccioli che quando li accendevi di seguito sembrava una sparatoria o sgommando con la vespa truccata in centro paese, rigorosamente di notte e incuranti dei moniti di chiunque? Una valvola di sfogo, ‘sti ragazzini, dovranno pure averla, soprattutto se si considera che l’“aurea battle” è l’esatto opposto del bullismo di cui cerchiamo di sbarazzarci: è da spacconi, d’accordo, ma non offende nessuno.

«È una cosa simpatica, non vuole causare disagi al vicinato», spiega qualche organizzatore sbarbatello che a Roma, qualche giorno fa, s’è visto arrivare i pizzardoni per vedere cosa stesse succedendo. Lo stesso è accaduto l’altro ieri a Castelfranco Veneto, di radunati lì ce n’erano 200. A Corbetta, in provincia di Milano, il sindaco ha appena preso le difese dell’“aura battle” locale, Marco Ballarini, agli studenti che gli segnalavano come una scuola avesse «bannato» loro la ricreazione perchè volevano farne una, e che gli chiedevano un consiglio su come comportarsi, ha risposto: «Buttare via la testa, zio pera.
Per qualcuno può essere un po’ pazzo, può piacere o no, ma non c’è niente di male». 

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