Un "popolo sconosciuto", giovani e giovanissimi, lontani però dai "black bloc" e dai centri sociali ben noti, assicura Beppe Sala. Il sindaco Milano, all'indomani della guerriglia che ha devastato la città a cominciare da piazza Duomo, punta il dito anche sul Viminale: "Ieri in piazza troppo pochi agenti, è stato sottovalutato il momento. Questo è solo l'inizio, l'escalation è molto pericolosa".
"Sono rimasto collegato per alcune ore attraverso un link che mi passa la polizia locale e che permette di seguire in diretta le manifestazioni. E che cosa ho visto? Innanzitutto, chi non c'era. Ieri non era una questione di Black Bloc, di anarchici, insomma, di quelle frange più violente a cui siamo abituati. Era un'altra cosa. In quella manifestazione si sono sovrapposte una componente pacifica, come tutti hanno capito, composta da studenti e persone che protestavano anche legittimamente, e una frangia estremamente violenta. E' quello che stiamo vedendo in parecchie città del mondo. In Francia hanno incendiato dei municipi. Sono molto preoccupato, perché è un fenomeno nuovo, che trae origine anche da uno scenario internazionale e quindi si autoalimenta. Sono spazi di protesta che non sono decifrabili".
In realtà, ci sono dei sospetti sulle menti dietro alle violenze che hanno coinvolto anche Bologna e Torino. Non è stata una mobilitazione spontanea, ma un appello sottotraccia sui social e per questo forse ancora più inquietante e per certi versi imprevedibile. L'intelligence e la Digos è al lavoro da tempo per individuare quel microcosmo violento. Cosa c'è dietro l'appello "Tutti in piazza" su Instagram, Telegram e Tik Tok, e quel volantino sulla "manifestazione nazionale" che ha iniziato a girare sottobanco?
"Venite a far parte del gruppo Telegram ufficiale", è l'invito social che secondo un retroscena de La Stampa raggiunge tutte le frange più insofferenti della Rete, dentro e fuori Internet: "I collettivi, i ragazzi di seconda generazione, i No Vax. Chi è contro a prescindere, chi è sdegnato per svariati motivi". Una bomba di rabbia fatta esplodere consapevolmente in piazza, proprio come in Francia nei giorni precedenti e in quelle stesse ore.
Sinistra violenta in piazza, c'è chi giustidica: l'ultima vergogna del campo largo
Piazza Duomo sotto assedio, negozi saccheggiati in Galleria Vittorio Emanuele, un cantiere dato alle fiamme, quattro pol...A Torino, certo, c'erano anche quelli di Askatasuna, il centro sociale sgomberato qualche mese fa ma ancora potentissimo e attivissimo. Una rivolta a cui i maranza hanno aderito immediatamente, a suon di bastonate e sassi contro i nemici di sempre, i poliziotti. Stesse scene a Bologna, a Firenze, a Brescia. Il governo, la scuola, il caro-vita: tutte parole d'ordine buone a incanalare la protesta in ambiti quasi "rassicuranti". Ma poi, una volta in strada, gli argini spariscono e resta solo un disegno allarmante.




