Una bambina di tre anni è stata trovata senza vita in un'abitazione a Tortona, in provincia di Alessandria. Stando alle prime ricostruzioni, la piccola sarebbe stata uccisa dalla madre, arrestata dai carabinieri dopo essere stata ascoltata dal magistrato di turno. La donna avrebbe colpito la figlia con un grosso coltello da cucina. L'allarme è scattato intorno all'1.30 della scorsa notte, ma il delitto risalirebbe a diverse ore prima.
Dietro la tragedia ci sarebbe un contesto familiare particolarmente complesso. Sembra che la donna - trentenne, originaria dell'Est Europa - avesse un rapporto conflittuale con l'ex compagno e padre della piccola, un uomo di origini italiane. La madre aveva l'affidamento esclusivo della bambina, ma a seguito di una recente udienza in Tribunale era emersa la possibilità di un riavvicinamento del padre. Quest'ultimo era stato indicato in passato come violento nei confronti della donna, ma non della figlia. L'ipotesi di una riapertura dei contatti avrebbe gettato la donna in un profondo stato di prostrazione, elemento che gli investigatori stanno valutando come possibile scatenante del raptus sfociato nel delitto.
In seguito alle segnalazioni delle violenze, sembra che fosse stato attivato il Servizio sociale. Sarebbe quindi stato fornito sostegno economico, secondo le dinamiche del pronto intervento sociale, in una situazione ritenuta obiettivamente critica, contribuendo a supportare l'esigenza abitativa di madre e figlia, conseguente anche a una separazione altamente conflittuale della coppia.
Sempre i servizi sociali avrebbero parallelamente attivato un intervento di sostegno complessivo del nucleo familiare, per cercare di recuperare la figura del padre, che non risulterebbe di nazionalità estera, e supportando la coppia con una serie di interventi educativi in favore di entrambi. Durante gli incontri, inoltre, non sarebbe emersi elementi nei confronti della madre della piccola che potessero far presagire quanto poi avvenuto la scorsa notte.