Dal banco degli imputati a quello della parte civile, dove siedono i familiari delle vittime. Nel futuro di Alberto Stasi c’è uno scenario che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato inverosimile, e che oggi appare invece concretamente possibile. Se i tempi dei due processi paralleli aperti sul delitto di Garlasco saranno quelli che si dipingono in queste ore, potremmo vedere Stasi chiedere di costituirsi parte civile contro Andrea Sempio. Perché a venire privati nel modo più crudele della ragazza che amavano non furono solo i genitori e il fratello di Chiara Poggi. Anche lui, Alberto, perse la compagna con cui stava progettando una vita e una famiglia. E la legge gli dà il diritto di chiederne conto al colpevole della sua morte.
È uno scenario solo ipotetico ma del tutto realistico. Da quando il caso è stato riaperto, né Stasi né i suoi legali hanno speso mezza parola contro Sempio. Non hanno sostenuto le tesi della Procura di Pavia. Ma - come spiegava ieri a Libero il suo avvocato Antonio De Rensis - Stasi ha seguito con attenzione quotidiana tutti gli sviluppi dell’indagine. Ora l’inchiesta contro Sempio è chiusa, gli atti sono depositati, De Rensis e la sua collega Giada Bocellari ne hanno potuto prendere copia integrale in quanto “parte interessata”. Stasi ne ha avuto una copia, l’ha studiata meticolosamente. Solo lui sa che convinzione si sia fatta sulla fondatezza delle accuse mosse dai nuovi pm a quell’uomo che non ha mai conosciuto, neanche quando vent’anni fa frequentavano la stessa casa.
Ora sul destino di Sempio, sulla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio aggravato avanzata dai pm, dovrà decidere il giudice prelimiare di Pavia Luigi Riganti. Se il giudice non archivierà il caso, se considererà i ventuno indizi raccolti dai pm sufficienti per un rinvio a giudizio, Sempio finirà sul banco degli imputati davanti alla Corte d’assise. E lì a puntare il dito contro di lui potrebbe trovare oltre al procuratore aggiunto Stefano Civardi anche Stasi e i suoi legali. A rendere possibile una loro richiesta di costituirsi parte civile sono numerose sentenze che hanno riconosciuto anche ai fidanzati non conviventi questo diritto, «in sussistenza di un rapporto tra due soggetti, il quale risulti caratterizzato da duratura e significativa comunanza di vita e di affetti». E sarebbe difficile non ritrovare questa descrizione nella storia d’amore tra Chiara e Alberto, così come l’hanno descritta tutti i testimoni interrogati nel corso delle indagini. Se Stasi non è l’assassino, allora è anche lui il familiare di una vittima. Si torna così alle immagini di diciannove anni fa, con Alberto in lacrime abbracciato alla madre di Chiara, e accanto a lei durante i funerali nella chiesa di Garlasco.
Certo, perché questo ribaltamento di ruoli possa realizzarsi sono necessarie alcune condizioni. La prima, l’essenziale, è ovviamente che Sempio venga rinviato a giudizio. La seconda, altrettanto essenziale, è che Stasi ottenga la revisione della propria condanna come esecutore dell’omicidio del 13 agosto 2007 prima del processo a Sempio: fin quando per la legge il colpevole è lui, non può di certo costituirsi come vittima. Non sono condizioni improbabili. Anche perché ormai prende forma l’ipotesi che il procedimento a carico di Sempio sia destinato a venire congelato per diversi mesi, in attesa proprio dell’esito della revisione della condanna di Stasi. A sostenere la necessità di una sospensione non è solo l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Sempio, pronto se necessario a ricorrere fino alla Corte Costituzionale. Nei giorni scorsi giuristi di alto livello hanno sostenuto che processare Sempio senza prima rimuovere la condanna di Stasi sarebbe un monumento alla irrazionalità. E si è ipotizzato che lo stesso giudice dell’udienza preliminare, il dottor Riganti, stia valutando se sospendere d’ufficio il caso in attesa della revisione.
Non si tratterebbe di una lunga attesa, considerando i quasi vent’anni già passati dal delitto. Entro il 20 novembre la Bocellari e De Rensis presenteranno la loro istanza alla Corte d’appello di Brescia, e il giudizio sulla ammissibilità potrebbe arrivare già entro la fine dell’anno. Entro la primavera il processo potrebbe venire celebrato, e Stasi vedere riconosciuta la propria innocenza. Solo a quel punto il procedimento a carico di Sempio avrebbe modo di ripartire senza l’ingombro della condanna già pronunciata. Dettaglio: se Stasi chiederà di parteciparvi come parte civile, si troverà da solo, perché i genitori di Chiara, hanno già fatto sapere che non ci saranno.
Affrontare il processo a Sempio senza più la sentenza contro Stasi sul tavolo agevolerebbe anche il compito della Procura di Pavia. Il cui capo, Fabio Napoleone, ieri ha parlato del fardello che attende il giudice Riganti, «come sempre, per tutti i giudici». «Vedremo quali saranno le iniziative anche della difesa del condannato», ha aggiunto. Un riferimento esplicito alla richiesta di revisione di Stasi.