Donald Trump ha assicurato ai suoi elettori che se non vincerà ci sarà "un bagno di sangue". Il tycoon lo ha detto durante un suo comizio a Vandalia, in Ohio. "Se non verrò eletto sarà un bagno di sangue per l'intero Paese, questo sarà il minimo. Ricordatevelo, il 5 novembre credo che sarà la data più importante nella storia del nostro Paese. Ne sono convinto", ha affermato il politico repubblicano in corsa per la carica di prossimo presidente degli Stati Uniti.
Due barche che trasportavano 21 persone si sono capovolte in mare, al largo di una base militare americana dell'isola meridionale di Okinawa, in Giappone. Le autorità hanno detto che l'incidente ha visto cadere in acqua tutti gli occupanti delle barche provocando la morte di due persone. La Guardia Costiera giapponese ha detto che 18 di loro sono studenti di una scuola superiore di Kyoto. Dieci erano sulla barca Heiwa Maru e otto sulla barca più piccola, Fukutsu. I ragazzi stavano partecipando ad un programma di educazione alla pace. I funzionari hanno detto che i soccorritori della guardia costiera hanno tirato fuori dall'acqua tutte le 21 persone, ma una studentessa di 17 anni e il capitano di Fukutsu sono stati successivamente dichiarati morti. Due persone sono rimaste ferite ma le loro condizioni non destano preoccupazioni.
I grandi del cinema si sono riuniti a Los Angeles per la cerimonia degli Oscar, ma molte star hanno colto l'occasione per affrontare le attuali questioni globali. Numerosi sono stati gli appelli per la fine della guerra in Iran e una riflessione sui recenti cambiamenti nel panorama geopolitico. La star di "Non è un paese per vecchi" e di "Skyfall", Javier Bardem, portava una spilla sul bavero della giacca per chiedere la fine della guerra in Medio Oriente. "Questo è lo stesso distintivo che ho usato nel 2003, 23 anni fa, con la guerra illegale in Iraq. Ed eccoci qui nella stessa posizione, liberare la Palestina e fermare il genocidio", ha detto. Anche l'attrice Saja Kilani, attrice in "La voce di Hind Rajab" ha voluto esprimere il suo punto di vista: "Il Justice for Hind Rajab Act è una vittoria per noi. Siamo qui artisti per il cessate il fuoco, dal presidente alla Cisgiordania, dal Sudan al Venezuela, dall'Iran all'ICE. Sapete, questi crimini contro l'umanità sono tutti collegati e non c'è alcuna responsabilità". Pavel Talankin, co-regista di “Mr Nessuno" si è scagliato apertamente contro Putin e Trump: "Ricevo così tante lettere da americani che hanno visto il film e parlano degli incredibili parallelismi con ciò che sta accadendo qui in America. Dobbiamo tutti capire che Putin e Trump sono orribili idioti che stanno solo creando guerre in tutto il mondo".
Sono stati identificati i primi tre presunti responsabili del gesto avvenuto durante la manifestazione antigovernativa e contro il referendum che si è svolta sabato a Roma, nel corso della quale sono stati bruciati alcuni cartelli con i volti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’identificazione è stata effettuata dalla Digos della Questura di Roma con la collaborazione delle altre Digos sul territorio nazionale. Si tratta di tre manifestanti: due provenienti da Padova e uno da Napoli. Per tutti scatterà la denuncia all’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ora proseguendo gli accertamenti, anche attraverso l’analisi delle immagini raccolte durante la manifestazione, per individuare eventuali altri partecipanti coinvolti nell’episodio.
"È importante che la tensione in Medio Oriente non distolga l'attenzione dall'Ucraina, che la situazione lì non si affievolisca. L'allentamento delle sanzioni sul petrolio contro la Russia da parte nostra rappresenta un pericoloso precedente, perché in questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno fondi per finanziare la guerra, non di più. E ovviamente, la chiusura dello Stretto di Hormuz è un ulteriore vantaggio per la Russia, che può così finanziare questo conflitto. Quindi dobbiamo assolutamente fare di più su questo". Lo dice l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri.