I sommozzatori dei Vigili del Fuoco sono riusciti ad aprire un varco nella barca che lunedì 19 agosto si è inabissata al largo di Porticello, a Palermo, a causa della violenta burrasca che ha interessato il litorale palermitano. La visibilità è buona, ma le operazioni di recupero di eventuali corpi rimangono complesse.
"In Giovanni Paolo II ho sperimentato la tua presenza, Signore. Ho potuto toccare con mano l'unione della preghiera, l'inseparabilità di preghiera, vita e apostolato, il coraggio della fede che guida la storia, la capacità di amare e di perdonare. Ritengo che dall'esempio di unità di vita del grande Pontefice il Cardinale abbia saputo trarre tanto, perché possiamo ritrovare anche in lui molti dei tratti con cui descrive il Santo Padre", così Papa Leone al funerale del Cardinale Ruini celebrato alla Basilica di San Pietro.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
"Heil Pd... Si è scoperto che l'ex marito della presidente della rassegna culturale Più libri più liberi è proprietario dell'ex barca a vela di Hitler". A raccontare l'incredibile cortocircuito è Pietro Senaldi che tiene a ricordare l'iniziativa della manifestazione a favore del "patentino antifascista". "La mia domanda è: questo matrimonio è naufragato a causa dell'acquisto improvvido della barca realizzata dai nazisti o l'acquisto è avvenuto dopo?". Chissà, dunque, "se questa signora, che chiede per partecipare alla rassegna una dichiarazione antifascista, si è fatta qualche vacanza sulla barca di Hitler".
"Sono più emozionato di quando vado a fare concerti in tutto il mondo". Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, torna tra i banchi di scuola per il diploma. L’istituto è il Liceo delle Scienze Umane Minerva a Roma e l’emozione è la stessa dei tanti ragazzi che come lui oggi sosterranno l’esame di maturità. "Ieri sera ho studiato D'Annunzio, Pirandello, ho ripassato la globalizzazione", aggiunge mentre è in fila per entrare. "La mia canzone la notte prima degli esami ? Beh 'Su di noi nemmeno una nuvola'". Anche Pupo, come tanti, confessa il rito scaramantico: "Mi sono messo gli stessi slip che avevo quando ho fatto gli esami preliminari, li ho lavati, chiaramente. A parte gli scherzi sono qui perché è un'idea che avevo, mio padre ci teneva molto, voleva che diventassi un avvocato", racconta.
Khadija Al-Ladawi, 71 anni, sfollata da Gaza City e rimasta in sedia a rotelle dopo essere stata ferita durante la guerra, è riuscita a realizzare un suo piccolo sogno: compiere l’Hajj, il pellegrinaggio islamico annuale a La Mecca. Lo ha potuto fare virtualmente, grazie ai visori messi a disposizione dal team di Gaza Medical Technology a Zawaida, nel centro della Striscia. "Mi sentivo come se fossi con loro, cosa si può volere di più? Non riuscivo a credere che fossero solo occhiali", ha detto Khadija che poi ha rivolto un pensiero a suo marito e ai suoi figli, morti negli attacchi israeliani. "Se ne sono andati e ora giacciono sotto le macerie. Non abbiamo ancora recuperato i loro corpi", ha spiegato la donna. I visori per la realtà virtuale offrono, ai palestinesi sopravvissuti alla guerra, la possibilità di evadere dalla realtà. Ai bambini, ad esempio, sono stati forniti dei display che proiettavano immagini di terre verdi e animali, paesaggio che non possono più vedere nella vita vera.