Migliaia di lavoratori, mobilitati dai principali sindacati argentini, si sono radunati davanti al Congresso a Buenos Aires mentre il Senato discuteva una profonda riforma delle leggi sul lavoro, considerata un pilastro del programma economico “shock” del presidente libertario Javier Milei. La protesta ha paralizzato il traffico nel centro della capitale ed è degenerata in scontri con le forze dell’ordine. La polizia ha utilizzato idranti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti, che hanno risposto lanciando pietre, bottiglie e bombe molotov. Il ministro della Sicurezza, Alejandra Monteoliva, ha riferito dell’arresto di due persone con l’accusa di aver aggredito agenti. I sostenitori della riforma attribuiscono a tasse elevate sul lavoro, a un sistema complesso di indennità di licenziamento e ai contratti collettivi nazionali – che limitano la contrattazione aziendale – la responsabilità di quasi vent’anni di stagnazione dell’occupazione privata.
Il disegno di legge in discussione prevede maggiore flessibilità per le imprese: limitazioni al diritto di sciopero, estensione dei periodi di prova durante i quali è più semplice licenziare nuovi assunti, riduzione del potere delle federazioni sindacali nella contrattazione collettiva e taglio delle indennità di licenziamento. Secondo il governo e le imprese, le nuove regole favorirebbero gli investimenti stranieri e stimolerebbero le assunzioni regolari in un Paese dove quasi la metà dei lavoratori è impiegata in nero. I sindacati e le forze politiche a loro vicine denunciano invece un indebolimento delle tutele contro i licenziamenti ingiusti, in un contesto economico segnato da frequenti crisi. Dopo il via libera del Senato, il provvedimento passerà alla Camera dei Deputati per l’esame previsto il mese prossimo.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver assistito alla gara di SuperG femminile a Cortina, è sceso all’arrivo della pista dove ha salutato e fatto i complimenti a Federica Brignone, fresca di medaglia d'oro. Il Capo dello Stato ha abbracciato l'atleta azzurra: "Bravissima, complimenti", le ha detto, parlando di una gara "incredibile" e "indimenticabile". "Si può dire che ci contavo", ha aggiunto l'inquilino del Colle. "Io non così tanto", ha risposto sorridendo Brignone. Mattarella ha poi salutato il pubblico presente, che lo ha applaudito.
Come annunciato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è salito giovedì mattina sull'Olympia delle Tofane per assistere al supergigante femminile ai Giochi di Milano Cortina. Il Capo dello Stato, che per l'occasione indossa la giacca del Team Italia, è accompagnato dalla figlia Laura.
Era la prima visita di San Valentino della seconda amministrazione Trump al Children’s Inn del National Institutes of Health, e la quarta complessiva di Melania Trump come First Lady. Nel corso della giornata, la First Lady ha trascorso del tempo a due tavoli separati, chiacchierando con circa dieci bambini e giovani adulti. Con loro ha parlato delle loro vite, degli interessi, dello sport e della musica, in un clima informale e di ascolto. Durante l’incontro, un giovane le ha confessato di non sapere come rivolgersi a lei. Melania Trump ha risposto con un sorriso: “Melania”. Il Children’s Inn offre supporto e accoglienza a bambini a cui sono state diagnosticate malattie rare e gravi, e la visita è stata pensata per portare un momento di serenità e vicinanza in occasione della festa di San Valentino.
Nel Limburgo a febbraio fa freddo, specie se, come oggi, piove e tira vento. Se n'è accorta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affrontato il doorstep all'ingresso in giacca e camicia, senza proteggersi con un capospalla. "Mi sto Congelando", ha confessato verso la fine dello scambio con i cronisti, nel cortile del castello di Alden-Biesen, nel comune di Bilzen (Limburgo, Fiandre). Il castello fondato dall'Ordine Teutonico nell'XI secolo, ricostruito poi tra il Cinquecento e il Settecento, è stato scelto dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa per favorire la discussione tra i leader in un contesto più informale dell'Europa Building. Informale lo è di sicuro, ma non è certo confortevole come una masseria pugliese o una spiaggia greca. Anche se il termometro segna dieci gradi sopra zero, come a Bruxelles, qui la temperatura percepita attualmente è di soli 3 gradi, principalmente a causa della pioggia e delle folate di vento, che raggiungono i 41 km orari.
Il Consiglio non ha ancora chiarito quanto sia costata la 'trasferta' nel Limburgo, che ha comportato il trasferimento dell'intera 'bolla' bruxellese, inclusa una numerosissima componente di giornalisti, come in tutti i vertici Ue. I cronisti sono stati trasportati in autobus dalla capitale stamani e vi faranno ritorno questa sera (per arrivare da Bruxelles al castello occorre circa un'ora e mezza). Il summit nel Limburgo ha rischiato seriamente di trasformarsi in un ennesimo vertice bruxellese. In lontananza stamani si sentivano chiaramente i clacson dei trattori: una protesta degli agricoltori era temuta dal Consiglio, tanto che, a quanto si apprende, era pronto un piano B, cioè tenere il summit informale a Bruxelles. Anche l'anno scorso il progetto di tenere l'informale sulla difesa lontano dalla capitale belga era naufragato davanti alle difficoltà logistiche, e si era ripiegato sul Palais d'Egmont a Petit Sablon, per cambiare contesto. Ieri sera l'Europa Building è stato bonificato, come accade in occasione dei Consigli Europei formali, e chi ha un ufficio al Residence Palace, dietro all'Europa, ha ricevuto un avviso riguardante le limitazioni all'accesso, come succede in occasione dei vertici. Il piano B, tuttavia, non è scattato, e il summit si sta svolgendo come previsto al castello, probabilmente perché le forze dell'ordine sono riuscite a bloccare gli accessi al maniero e a tenere i trattori, pronti a rovinare ai leader la trasferta nel Limburgo, a distanza di sicurezza.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev