Alla fine Alessandro Gassmann cancella il post delle polemiche. Ieri sera l'attore aveva attaccato Gianni Morandi, seppure senza citarlo, accusando il Festival di Sanremo di regole inique.
"Quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d'accordo, regola senza senso", è l'accusa diretta alla partecipazione 'a sorpresa' di Morandi senior con il figlio Tredici Pietro nella serata cover e duetti. Questa mattina il post è stato rimosso ed è stato pubblicato un post sull'attacco israeliano in Iran. "Le notizie che arrivano da Teheran e dal medio oriente sono quelle che portano paura e senso di angoscia La pace è la nostra unica possibilità. Mai una guerra porta pace. Chiediamo la pace!!!", dice l'attore, figlio del grande Vittorio e padre di Leo, in gara all'Ariston.
A Gassmann ha risposto però Carlo Conti, nella conferenza stampa pre-finale: "Il regolamento di Sanremo non prevede il divieto a un parente di venire sul palco: ci sono stati la mamma di Sayf, la figlia di Raf, lo zio di LDA, la sorella di Brancale. Con Gassmann c'è stato un equivoco: se mi avesse detto 'voglio fare un duetto con Leo', gli avrei risposto: subito, tutta la vita. Gassmann è uno dei più straordinari attori italiani e ha un cognome gigante, è una famiglia che sta dimostrando tutto il suo valore. Quest'anno abbiamo fatto la scelta di non ospitare nessuno dei protagonisti delle fiction Rai, ce ne sono tantissime, e di aumentare gli spot di rete che pubblicizzano anche le fiction. Mi spiace che si sia creato questo equivoco con Alessandro, è successo anche con Argentero, anche lui non c'era".
Non mancano sorprese in vista della finalissima di Sanremo 2026. A lasciarlo intendere è Carlo Conti durante la conferenza stampa: "Non è un 'pacco' quello che lascio al futuro direttore artistico del Festival di Sanremo". Il conduttore ha poi accennato a un possibile annuncio durante la serata finale: "Magari potrei restare io". "Io lo vedo in grandissima salute, un festival che cresce di sera in sera, non è un pacco quello che lascio al futuro direttore artistico". Una cosa è certa: "Mi piacerebbe che il futuro direttore artistico fosse o una donna o un giovane. Sono certo che prima o poi vedremo anche una donna fare la direttrice artistica del Festival".
Quella di stasera è una puntata molto delicata visto il recente attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran. A riguardo Conti ha chiarito: "Stasera ci sarà un pensiero a quanto sta accadendo nel mondo. Ieri mi è venuto spontaneo fare un riferimento alla tragedia di Milano, figuriamoci se non diremo qualcosa, magari proprio con Giorgia Cardinaletti, che è una giornalista, una di voi, quindi avrà le parole giuste per introdurre questa nostra serata. Siamo pronti a dare la linea al Tg1 in caso di necessità".
Alta tensione tra Gianluca Grignani e Laura Pausini. "Il mio numero ce l'ha, non l'ho mai cambiato", ha detto nella conferenza stampa di Sanremo 2026 di questa mattina la Pausini rispondendo alla frecciata lanciata ieri sera dal collega sul palco dell'Ariston alla fine dell'esibizione dopo le controversie legali legate alla cover del brano "La mia storia tra le dita".
"Aspetto quello che vuole, io faccio la cantante, canto canzoni e cerco di fare del mio meglio". Grignani, che ha duettato con Luché sulle note di 'Falco a metà', ha ironizzato: "C'è anche il numero della Pausini così la posso chiamare", ha detto l'artista mentre riceveva il mazzo di fiori dal conduttore Carlo Conti.
Eppure prima ancora di tutto questo, la stessa Pausini non era rimasta a guardare. Prima ancora che Grignani salisse sul palco, la cantante - nel salutare Tommaso Paradiso e la band guidata da Gaetano Curreri - aveva detto: "Mi piace tanto quando i musicisti ringraziano altri musicisti, non avviene tutti i giorni. Certe volte non è così, anzi, ci si dimentica, grazie mille". Insomma, una chiara frecciata a quanto accaduto tra i due artisti protagonisti di una vera e propria controversia che ha costretto la Pausini a togliere "La mia storia tra le dita", inserita nell'album "Io canto 2".
Israele e Stati Uniti hanno avviato un’operazione militare congiunta contro l’Iran, denominata “Ruggito del Leone”, volta a rimuovere quella che il premier Benjamin Netanyahu ha definito una “minaccia esistenziale” rappresentata dal regime di Teheran. Netanyahu ha sottolineato che l’azione mira anche a creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa liberarsi dalla tirannia e costruire un Iran libero e pacifico. Secondo i media, la decisione dell’attacco sarebbe stata presa durante la recente visita di Netanyahu a Washington, dopo l’ultima opportunità concessa all’Iran andata fallita. Teheran avverte che il Paese si sta preparando a una “risposta schiacciante” contro Israele. Intanto, fonti ufficiali iraniane assicurano che il presidente Masoud Pezeshkian è in piena salute, smentendo indiscrezioni secondo cui sarebbe stato colpito durante l’operazione.
È di almeno due morti e 54 feriti il bilancio del tragico incidente avvenuto ieri pomeriggio nel centro di Milano, dove un tram della linea 9 è deragliato in viale Vittorio Veneto schiantandosi contro un palazzo all’angolo con via Lazzaretto dopo aver affrontato uno scambio a velocità sostenuta. Nell’impatto hanno perso la vita Ferdinando Favia, 59 anni, di Vigevano, e Abdou Karim Toure, 58 anni, nato in Senegal. Il mezzo, partito da piazza della Repubblica e diretto verso piazza Oberdan, avrebbe saltato una fermata prima di abbattere un semaforo e sfondare la vetrina di un ristorante. Il conducente ha riferito agli inquirenti di aver avuto un malore e la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Testimoni parlano di un tram "arrivato velocissimo" e di passeggeri sbalzati a terra, mentre le istituzioni, dal sindaco Sala alla premier Meloni, hanno espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime.