Un uomo armato che indossava una felpa con la scritta “Proprietà di Allah” ha ucciso due persone e ferito altre 14 domenica mattina in un bar del Texas. L'FBI sta indagando sulla sparatoria, avvenuta il giorno dopo l'attacco lanciato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, come potenziale atto di terrorismo. Nel video girato da un testimone vicino al luogo della sparatoria mostra persone accovacciate a terra mentre si sentono diversi spari e la polizia corre verso il bar. Gli agenti hanno ucciso l'uomo armato, che ha usato sia una pistola che un fucile per compiere l'attacco. La sparatoria è avvenuta fuori dal Buford's Backyard Beer Garden poco prima delle 2 del mattino lungo la Sixth Street, una zona ricca di locali notturni e discoteche a pochi chilometri dall'Università del Texas ad Austin.
Incontro tra pubblico e privato, tra istituzioni e impresa perchè i grandi progetti si realizzano soltanto mettendo insieme l’interesse pubblico e l’impresa privata. Questo è il filo conduttore che unisce tutte le tappe di “Eastwest Coffee”, un appuntamento ormai rodato promosso da Eastwest, centro indipendente di ricerca, formazione e informazione ideato e diretto da Giuseppe Scognamiglio. Una tavola rotonda, composta sempre da persone diverse, viene radunata per approfondimenti su temi di geopolitica, attualità, finanza, istituzioni, e altro. L’ultimo appuntamento ha visto come ospite di eccezione, Luigi Di Maio, oggi rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo. “Noi abbiamo immaginato di accogliere attorno a questa icona della vecchia cultura, la caffettiera napoletana, pubblico e privato, istituzioni e impresa - spiega Scognamiglio, ex diplomatico oggi manager e ideatore della rivista di geopolitica Eastwest - Abbiamo voluto incontrare Luigi Di Maio, insieme a tanti imprenditori di diversi settori, dall'agroalimentare all'IT, dalla moda, fashion e luxury alla nautica, per affrontare il tema di una partnership che speriamo si evolva strategicamente tra Europa e Golfo”. “ Io credo in generale che l'Unione Europea abbia bisogno sempre più di partnership strategici nel mondo- ha chiarito Luigi Di Maio a margine della tavola rotonda- e tra questi partner strategici sicuramente ci sono i paesi come l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, il Qatar, paesi con cui non solo abbiamo un grande potenziale economico, ma condividiamo anche un grande interesse per il rispetto della legge internazionale, l'implementazione e il rafforzamento delle istituzioni internazionali. Quindi è un rapporto a tutto tondo e infatti quello che abbiamo lanciato come Unione Europea - prosegue - è un negoziato per un accordo di partenariato strategico con ognuno dei paesi del Golfo”. “Certamente - ha poi aggiunto Scognamiglio in riferimento ai cambiamenti in atto negli equilibri mondiali - noi abbiamo lavorato in questi 21 anni di presenza nel settore editoriale con la nostra rivista per creare ponti, non solo tra est e ovest, ma anche tra sud e nord. L'Europa deve cercare un nuovo protagonismo anche a seguito di questo raffreddamento, che speriamo sia temporaneo, dei rapporti con gli Stati Uniti. L'apertura verso il Golfo diventa uno degli obiettivi strategici per ritrovare centralità”. “Sono dei facilitatori, dei mediatori come - avverte Di Maio - unendo le forze lo possiamo essere sempre più noi europei con i paesi del Golfo, ovviamente nel quadro delle nostre relazioni internazionali storiche che vedono gli Stati Uniti e gli altri paesi come principali alleati”. Tanti paesi, molto ricchi e molto desiderosi di un posto sul piano internazionale i Paesi del Golfo sono lanciato ormai con lo sguardo al futuro “ Certamente Dubai è la città iconica verso la quale ci si rivolge - aggiunge Scognamiglio - ed è il simbolo anche di come un'area, quella del Golfo, che oggi raggiunge i 2.000 miliardi di dollari di PIL, quindi quasi il PIL italiano, cioè di un paese del G7, stia cercando di diversificare un po' la sua economia, non più solo energia ma anche altro e Dubai è l'esempio di cosa significa questo”
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha condannato gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, chiedendo un immediato allentamento delle tensioni e il dialogo. “È importante ricordare che si può essere contrari a un regime odioso, come la società spagnola è contraria al regime iraniano, e allo stesso tempo essere contrari a un intervento militare ingiustificabile, pericoloso e al di fuori del diritto internazionale”, ha affermato Sanchez all'inaugurazione del Mobile World Congress di Barcellona. Il primo ministro ha anche affermato di essere contrario alla guerra che non ha ottenuto l'approvazione del Congresso degli Stati Uniti né del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Bilanci ma con lo sguardo rivolto alla prossima edizione il giorno dopo la fine del Festival di Sanremo in casa Rai. Dopo la flessione delle prime serate, la kermesse condotta da Carlo Conti ha chiuso in crescendo attestandosi con una media ascolti di 11 mln spettatori e 68.8% share per la serata finale mentre la raccolta pubblicitaria fa segnare un record, con 72 milioni di euro e una in crescita di oltre il 10% rispetto al 2025. "E' un bilancio più che positivo”, dice l'ad Rai, Giampaolo Rossi, che spiega la scelta di Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico per l'anno prossimo: "Non ha connotazioni politiche, sono polemiche morbose" assicura il manager, che sottolinea: "Non è una scelta estemporanea, è un investimento anche sul futuro, il progetto è pluriennale".
Si allarga il conflitto in Iran. Stati Uniti e Israele continuano a colpire obiettivi strategici nonostante la morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, mentre Teheran risponde attaccando lo Stato ebraico e le basi americane nell’area. Il presidente statunitense Trump parla di “48 leader iraniani” uccisi “in un colpo solo” e annuncia possibili colloqui con la “nuova leadership” su loro richiesta. “Ho tre ottime scelte per la guida del Paese”, afferma, prevedendo un conflitto che potrebbe durare fino a quattro settimane. Intanto è giallo sulla morte dell’ex presidente Ahmadinejad, prima annunciata e poi smentita. Nella notte raid israeliani nel sud del Libano dopo il lancio di razzi e droni verso il nord di Israele. Dieci le persone uccise a Beirut. L’Idf dichiara, inoltre, di aver sganciato 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti. A Teheran si sogna la fine del regime, mentre l’Iran annuncia la nomina della nuova Guida Suprema entro uno o due giorni.