Ignazio La Russa, microfono aperto: "Come si chiama quel co***?", bordata al piddino
"Come si chiama quel co****ne che continua a urlare?": queste le parole sfuggite al presidente del Senato Ignazio La Russa, che non si è accorto di avere il microfono aperto in aula durante una seduta sull'esito alla richiesta di aiuti dai paesi del Golfo del 5 marzo. Dopo l'intervento di un senatore del Movimento 5 Stelle, Ettore Antonio Licheri, La Russa si rivolge alla persona al suo fianco e commenta: "Interventone". Poi chiede: "Come si chiama quel co****ne che continua a urlare?". E quando gli segnalano il nome del senatore del Pd, Antonio Nicita, aggiunge: "Nicita abbiamo apprezzato il suo intervento". E subito dopo la replica del senatore: "Grazie presidente".
Non è tardata ad arrivare la replica di Nicita, che ha dichiarato: "Ho appreso che il presidente La Russa nella giornata di giovedì scorso, si è rivolto al segretario generale, a microfoni spenti all'aula ma non alle tv, appellandomi con il termine volgare. Si tratta di un fatto molto grave che evidenzia mancanza totale di rispetto istituzionale e inidoneità al ruolo. Talmente grave che il Regolamento non prevede casi di tutela dei parlamentari per offese dirette a membri del Parlamento. Il fatto che il microfono fosse spento è un aggravante, non solo perché non ho potuto difendermi in quel momento, ma anche perché ciò evidenzia semmai la consuetudine di un linguaggio non idoneo al ruolo e all'istituzione".
E ancora: "Al segretario generale va la mia solidarietà per essere stato costretto a condividere quel linguaggio. Il tema non sono, infatti, le scuse personali, che non chiedo. Perché in questa istituzione sono stato offeso come senatore e l'offesa ha riguardato il Senato tutto, ciò che ciascuno di noi rappresenta e ciò che lo stesso presidente dell'istituzione rappresenta. O almeno dovrebbe rappresentare. La tutela non può dunque che essere richiesta fuori dall'Aula. Che esempio diamo alle scolaresche che vengono in Senato ad assistere ai nostri lavori? Forse l'idea che il potere conferisce a chi lo esercita il bullismo e l'impunità di offendere la dignità altrui? Come possono restare credibili le istituzioni democratiche se in aula avvengono fatti così gravi da parte del presidente?".