"Abbiamo appena approvato il decreto legge" e "proroghiamo il taglio delle accise fino al primo di maggio. Oltre a questo c'è un intervento mirato sulle aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte già adottato per la pesca. Il decreto recepisce anche l'accordo con le associazioni di categoria Transizione 5.0". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm.
Nel tra Giovedì Santo, Papa Leone XIV ha compiuto il gesto della Lavanda dei piedi durante la Messa in Coena Domini nella Basilica di San Giovanni in Laterano. A simboleggiare gli apostoli 12 sacerdoti della diocesi di Roma, a cui il Pontefice ha baciato i piedi. Tra questi, undici sono stati ordinati da Leone XIV lo scorso anno. Oltre a loro c'era padre Renzo Chiesa, direttore del seminario della diocesi di Roma per la prima età. Il pontefice ha versato versò dell'acqua da una brocca d'oro sui piedi dei sacerdoti, prima di asciugarli con un panno bianco e dare loro un bacio, in quello che il pontefice nella sua omelia ha definito un "gesto gratuito e umile" che dimostra "la vera onnipotenza di Dio".
Gianmarco Mazzi, già sottosegretario alla Cultura e deputato di FdI, al Quirinale, dove ha giurato come ministro del Turismo. Sostituisce Daniela Santanché, le cui dimissioni sono state sollecitate da una nota ufficiale della premier Giorgia Meloni.
Un drone con un filo di nylon al quale era legata una busta. Dentro tre smartphone, 200 grammi di hashish e circa quattro di crack. È l'ultima spedizione finita fuori rotta, in strada e poi nelle mani nei carabinieri di Napoli piuttosto che in quelle di detenuti del carcere di Poggioreale. "L’ennesimo rinvenimento nell’area che circonda il carcere a ridosso del Centro Direzionale", fanno sapere i militari dell'Arma. "Non un episodio isolato, ma indicatore chiaro di un fenomeno ormai strutturato. L’uso dei droni è sempre più sistematico e consente alla criminalità di aggirare le misure di sicurezza penitenziaria e mantenere collegamenti illeciti con l’interno degli istituti. Il dato più serio è proprio questo: non conta soltanto ciò che viene intercettato o precipita prima di arrivare a destinazione, ma ciò che questi episodi rivelano sul piano organizzativo. Un drone recuperato con droga o telefoni, oppure caduto durante il tragitto, dimostra che esiste una filiera capace di programmare il volo, predisporre il carico, scegliere i punti di decollo e sfruttare le vulnerabilità del contesto carcerario".
Un business della droga a gestione familiare, condotto di padre in figlio, trasformava i viali di edilizia popolare della periferia est di Roma in un sistema di smistamento dello stupefacente fondato su un copione ripetuto, scandito da movimenti rapidi e cenni d’intesa, che garantiva continuità allo smercio ed una apparente schermatura rispetto ai controlli delle forze dell’ordine. È quanto scoperto dagli agenti della Polizia di Stato del VI Distretto Casilino a Ponte di Nona. L’attività si fondava su una meticolosa ripartizione di ruoli: il padre faceva da regista, intercettando gli acquirenti ed indirizzandoli verso il figlio con gesti convenzionali. Quest’ultimo, invece, rivestiva una funzione operativa sulla piazza ed era preposto alla cessione delle dosi.
La tesi investigativa ha trovato riscontro quando, nel giro di pochi minuti, due diversi acquirenti sono stati osservati mentre, dopo aver preso contatti con il padre, venivano 'smistati' verso il figlio per la consegna della droga. Nel corso di due diversi episodi tracciati dagli investigatori, il copione si è mostrato collaudato: denaro in cambio di piccoli involucri, precedentemente occultati in un muro nei parcheggi condominiali, trasformato per l’occasione in una sorta di nascondiglio creativo 'a cielo aperto'. A quel punto, gli agenti hanno deciso di intervenire simultaneamente da più fronti.
È proprio in quel momento che il legame familiare si è trasformato in un vero e proprio codice operativo: il padre, dopo essersi accorto della presenza di più agenti, ha lanciato un 'richiamo affettivo' inequivocabile, nel tentativo di mettere in guardia il figlio. L''alert', utilizzato come segnale d’allarme, non è stato però sufficiente per 'filtrare' l’intervento degli operatori, che sono riusciti a bloccare entrambi. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire e sequestrare circa 75 grammi di sostanza stupefacente tra cocaina, hashish e crack suddivisa in 145 involucri e frammenti, nonché denaro contante ritenuto verosimile provento dell’attività illecita. Per padre e figlio, entrambi italiani, di 58 e 35 anni, è scattato l’arresto con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’operato della Polizia di Stato è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria.