Alla presentazione del libro di Giuseppe Conte per una prova di campo largo? "Non c'è bisogno di fare le prove. La coalizione c'è, io penso sia finito il tempo dei giochi e dei tatticismi, è arrivato il tempo della serietà. Questo impone alcune cose: anzitutto l'unità, mai più divisi, uniti nella costruzione di un'alternativa Noi lo diciamo da sempre, Alleanza Verdi e Sinistra ha posto e pone questo problema e oggi mi pare che questa consapevolezza sia matura e generalizzata". Lo ha detto il leader di Sinistra Italiana e deputato di Avs, Nicola Fratoianni, arrivando a Galleria Alberto Sordi, a Roma, per la presentazione del libro di Giuseppe Conte. "L'ho detto molte volte, ci dovevamo vedere ieri e l'altro ieri, ogni giorno è buono. Cominciamo dalla grande questione che schiaccia il Governo su una ritirata persino parossistica: ora è partita la gara a chi prende più le distanze da Trump. Non so voi, ma io sono curioso di chi arriverà primo tra Salvini, Tajani e Meloni. È una scena imbarazzante", ha aggiunto. "Gli attacchi di Trump a Meloni? Io sono sinceramente solidale anche perché capisco l'imbarazzo e la difficoltà, è un po' incredibile. Detto questo, è evidente che la situazione in cui si trova l'ha costruita lei che non è che non ha scelto, ha scelto perfettamente", ha poi concluso.
"Oggi è morto il 25 aprile": Paola Concia, attivista ed ex deputata del Partito democratico, lo ha detto in un video riferendosi a quanto accaduto durante le celebrazioni della Festa della Liberazione in diverse città italiane. "È morta la Festa di Liberazione dai regimi nazifascisti grazie a fascisti che hanno impedito alla Brigata ebraica di manifestare a Milano gridando 'siete saponette mancate' e a Bologna dove hanno impedito a persone con la bandiera ucraina di manifestare. A Roma ci sono stati altri scontri, il 25 aprile muore qui oggi, 25 aprile 2026, vergognatevi", ha aggiunto la Concia.
Uno degli ultimi avvenimenti a Milano, dove la Brigata ebraica è stata cacciata dal corteo a causa della protesta di militanti pro Pal e del Carc ed è stata quindi scortata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa lungo via Senato in direzione piazza Cavour, scelta come via d'uscita dopo le pesanti contestazioni che hanno bloccato il corteo per oltre un'ora e mezza. A confermarlo il dem Emanuele Fiano: "È una sensazione orribile essere espulsi da un corteo che dovrebbe celebrare la libertà. Ci hanno urlato anche 'siete solo saponette mancate'". Intanto, un gruppo di contestatori ha continuato a seguire la Brigata, urlando "Palestina libera dal fiume fino al mare".
Alcuni istanti concitati dopo che la Brigata Ebraica è stata cacciata dal corteo per il 25 aprile a Milano.
Brigata ebraica cacciata dal corteo a Milano durante le celebrazioni per il 25 aprile, dopo le proteste di militanti pro Pal e del Carc. "Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro": a dirlo Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo. "Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così", ha aggiunto.
A cura di Fabio Rubini
Attivisti dei movimenti pro Pal hanno contestato la Brigata Ebraica all'interno del corteo del 25 Aprile a Milano, in corso Venezia. "Fuori i sionisti dal corteo", "Assassini" gli slogan urlati dai filo palestinesi ai manifestanti che sfilavano sotto il vessillo della Brigata. Le forze dell'ordine sono intervenute separando le parti e in precedenza per sgomberare il blocco che un gruppo di militanti del Carc aveva fatto per impedire il passaggio alla Brigata.