Tre i fermi per l'omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne originario di Giardini Naxos in provincia di Messina trovato morto avvolto in un sacco di plastica. Le procure di Messina e Catania hanno emesso i provvedimenti nei confronti di una coppia lei 50enne, lui 39enne e per una loro amica originaria di Sesto San Giovanni. Per la coppia l'ipotesi di reato è omicidio e soppressione di cadavere. Mentre per l'amica viene contestato solo la soppressione di cadavere. Il corpo di Giuseppe Florio è stato trovato domenica mattina a Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia, con numerose ferite provocate da un'arma da taglio al volto e all'addome. Le indagini hanno ricostruito che l'omicidio è avvenuto da un'altra parte, nel Messinese, con il cadavere poi trasportato avvolto in alcune lenzuola e sacchi di plastica. Non lontano dal luogo del ritrovamento del corpo è stata rinvenuta l'auto dell'uomo, completamente bruciata.I carabinieri si sono concentrati sulla vita privata del 66enne. È emerso che frequentava la casa della coppia a Taormina nel complesso di edilizia popolare sito in località 'Trappitello'. I sopralluoghi hanno accertato che l'omicidio è stato commesso nell'abitazione.Ulteriori approfondimenti sono stati eseguiti mediante l'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona e l'escussione di svariate persone informate sui fatti.
Un filmato diffuso dal Centro cinese per la conservazione e la ricerca sul panda gigante (CCRCGP) nella provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, mostra teneri momenti tra la mamma panda gigante Su Jin e il suo cucciolo, Su Jin Zai. Il filmato è stato girato il 18 marzo presso il centro di ricerca e conservazione situato nella Riserva Naturale Nazionale di Wolong. Il CCRCGP ha creato la più grande popolazione di panda in cattività al mondo e ha aperto la strada alla ricerca sul reinserimento in natura attraverso l'allevamento e l'addestramento in cattività. Gestisce inoltre una piattaforma di cooperazione globale, che collega 18 zoo in 16 paesi e regioni con 39 istituzioni di allevamento nazionali e più di 10 istituti di ricerca.
Nuovo capitolo nello scontro tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice. Dopo la rottura annunciata domenica dalla Fondazione, la direttrice risponde con una nota durissima. "Non ho mai mancato di rispetto ai lavoratori", afferma Venezi, respingendo le accuse nate dopo l’intervista a La Nación, in cui criticava orchestra e ambiente del teatro veneziano. Secondo la direttrice, negli ultimi mesi sarebbe stata lei a subire attacchi: "Otto mesi di diffamazioni, offese e bullismo, sui social e sui media, con l’obiettivo di danneggiare la mia carriera". Venezi chiede ora chiarimenti sulle motivazioni della decisione e annuncia che risponderà "in modo opportuno". Poi l’affondo: in Italia, sostiene, "essere giovane è un handicap, essere donna un’aggravante". Parole che alzano ulteriormente il livello dello scontro dopo una rottura già consumata tra polemiche e tensioni.
Proseguono le operazioni di sgombero del centro sociale Laurentino 38 a Roma. In questo momento la situazione è in stallo perché gli occupanti insieme con esponenti del municipio e delle forze dell’ordine stanno trattando per trovare una soluzione per una famiglia in difficoltà ospitata nei locali del centro sociale. Nelle immagini l'interno del centro sociale nel momento dell’irruzione delle forze dell’ordine.
Le realtà antagoniste romane si sono date appuntamento alle 16 al quartiere Laurentino per un presidio di solidarietà contro lo sgombero del centro sociale Laurentino38, in corso da stamani, Anche sui social, il centro sociale ha pubblicato un post nel quale invitano tutti a raggiungerli. "È arrivata una colonna di mezzi della celere. Noi siamo sul tetto del sesto ponte occupato e fuori c'è già un presidio solidale. Davanti a noi il cantiere Ater del quinto ponte: case per cui abbiamo lottato con chi abita in quartiere, case che ancora restano vuote e incompiute. Da oggi vogliono distruggere anche le case dove siamo cresciuti, dove è passata gente da ogni parte del mondo, case che abbiamo costruito e curato giorno per giorno. Chiamiamo tutti a raggiungerci in via Domenico Giuliotti. Non gli regaliamo nulla, non gli regaliamo il posto dove sogniamo e lottiamo, non gli regaliamo una sola lacrima. Per chi può da ora in poi venite al Laurentino 38", il testo pubblicato.
L’esercito messicano ha arrestato nel nord-ovest del Paese Audias Flores Silva, noto come 'El Jardinero', considerato uno dei principali leader del Cartello Jalisco Nuova Generazione (Cjng). L’operazione rappresenta un nuovo duro colpo per l’organizzazione criminale, a due mesi dall’uccisione del suo capo, Nemesio Oseguera Cervantes, detto 'El Mencho'. Flores Silva, ritenuto il possibile successore del leader ucciso, era ricercato anche dagli Stati Uniti, che avevano offerto una ricompensa di 5 milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura.