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Ebola, proteste in Kenya per centro di quarantena per cittadini Usa

di Redazione lunedì 1 giugno 2026
1' di lettura

Centinaia di giovani nella città centrale keniota di Nanyuki hanno manifestato contro l’istituzione, presso la base aerea di Laikipia, di un centro di quarantena per l’Ebola destinato a cittadini statunitensi esposti al virus. Le proteste arrivano due giorni dopo che l’Alta Corte del Kenya ha sospeso l’apertura della struttura e l’arrivo di eventuali pazienti stranieri, in attesa dell’udienza su un ricorso presentato dalla Law Society of Kenya e da un’organizzazione di controllo costituzionale. Le due organizzazioni hanno citato la fragilità del sistema sanitario keniota come motivo per cui i pazienti stranieri affetti da Ebola non dovrebbero essere messi in quarantena nel Paese. Funzionari statunitensi hanno dichiarato giovedì che gli Stati Uniti stavano pianificando di trasferire in Kenya gli americani esposti all’Ebola durante i viaggi all’estero, invece di rimpatriarli. I funzionari hanno parlato a condizione di anonimato per discutere i piani dell’amministrazione. Hanno affermato che la struttura sarebbe stata situata alla base aerea di Laikipia e sarebbe diventata operativa con 50 posti letto per la quarantena entro venerdì. Lunedì, centinaia di giovani hanno marciato verso i cancelli della base aerea, scandendo slogan contro l’Ebola. Il ministro della Sanità Aden Duale ha dichiarato domenica che il centro di quarantena era destinato a “tutti” e non esclusivamente ai cittadini statunitensi.

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I tanti turisti accorsi a Milano per il ponte del 2 giugno cercano il mosaico del toro in Galleria Vittorio Emanuele per compiere il tradizionale rito portafortuna — girare sul tallone sui genitali dell’animale — ma trovano transenne e il mosaico coperto da un foglio bianco. Durante i lavori di ristrutturazione infatti, i testicoli del toro non sono stati rifatti. C’è chi non si rassegna e improvvisa un lancio di monetine nel cantiere come nuovo gesto scaramantico, inventando al volo un rito sostitutivo. E c’è chi non resiste alla battuta: "È la metafora di quello che è diventata Milano", azzardano alcuni, tra il serio e il faceto.

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Redazione

Corea del Sud, esplosione in una compagnia di difesa: cinque morti

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