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Remigrazione, il contro-corteo sparge letame davanti al ministero dei Trasporti

domenica 14 giugno 2026
1' di lettura

A Roma il corteo antifascista contro la Remigrazione, partito da piazzale del Verano, è arrivato al Ministero dei Trasporti dove è stato sparso letame e sono stati dati alle fiamme una ruspa ed un carrarmato di polistirolo. “Siamo sotto al ministero di Salvini - gridano dai megafoni i manifestanti- perché è lui il mandante del fascismo che oggi è arrivato a Roma”. La contromanifestazione della galassia della sinistra radicale è stata convocata in risposta al corteo 'Remigrazione e Riconquista', organizzato nella Capitale da Casa Pound e altre sigle dell'estrema destra per chiedere l'approvazione della proposta di legge di contrasto all'immigrazione.

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Remigrazione, Marsella: "Assedieremo il parlamento se non ci faranno entrare con le firme"

"Questa gente non è di destra, è il popolo. Avete visto questa piazza? C'è gente di destra? Non lo so, c'è gente che vuole rialzare la testa. Se c'era gente che faceva il saluto romano e innalzava al duce? C'è gente che vuole rialzare la testa, se volete attaccarvi ai saluti romani... C'è un popolo, diecimila, ventimila persone, tanta gente che vuole rialzare la testa. E se hanno fatto i saluti romani hanno fatto bene".

Lo ha detto il leader del 'Comitato Remigrazione e Riconquista', già portavoce di Casapound, Luca Marsella, al termine del discorso che ha chiuso la manifestazione nazionale a Roma in favore della proposta di legge sulla remigrazione. "Vannacci ha detto che possiamo entrare in Futuro Nazionale? Perché noi dovremmo entrare in un partito? Vannacci poteva essere qui, perché non lo è? Vanancci potrà sostenere la nostra proposta di legge, che arriverà in parlamento con 150 mila firme", chiarisce. Proprio sulla proposta di legge, Marsella ha ribadito che entro fine mese torneranno in parlamento, dove lo scorso gennaio i parlamentari di opposizione gli avevano impedito l'ingresso per una conferenza stampa sullo stesso tema, portando stavolta con sé le 150mila firme raccolte tra la popolazione: "Entreremo in parlamento a fine mese, portiamo le firme lì. Se non ci faranno entrare? Rimarremo lì e chiameremo l'assedio al parlamento". "Un assedio simbolico? È un mio diritto entrare. Sto portando una proposta di legge e quindi chiamo la gente a venire sotto al parlamento. Se ci fanno entrare andremo lì tranquillamente come abbiamo fatto l'ultima volta", ribadisce ancora Marsella.

Incalzato dai giornalisti su quanto da lui dichiarato in caso di un secondo rifiuto, Marsella replica: "Se non ci fanno entrare? Chiamerò la gente lì fuori a mettere pressione per farci entrare, stando lì e gridando che dobbiamo entrare. Assaltando il parlamento? No, nessuno assalterà il parlamento, non l'ho detto. Ho detto assediamo il parlamento, studia l'italiano", risponde, prima di attaccare un cronista: "Si chiama associazione eversiva? Si chiama come ca**o ti pare".

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