Il Segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato ad Abu Dhabi, prima tappa di un tour diplomatico nei Paesi del Golfo maggiormente coinvolti nelle recenti tensioni regionali seguite al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Rubio incontrerà i leader degli Emirati Arabi Uniti prima di proseguire la missione in Kuwait e Bahrein, dove parteciperà a una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo. L’obiettivo della visita è rassicurare gli alleati di Washington dopo la firma dell’accordo preliminare raggiunto la scorsa settimana tra Stati Uniti e Iran. Nel corso della visita, il capo della diplomazia americana intende chiarire i contenuti dell’intesa e affrontare le preoccupazioni dei partner regionali, alcuni dei quali hanno assunto negli ultimi mesi una posizione particolarmente dura nei confronti di Teheran. Gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein sono stati tra i Paesi colpiti dagli attacchi missilistici e con droni lanciati dall’Iran in risposta alle operazioni militari statunitensi e israeliane. In particolare, Abu Dhabi ha chiesto con forza garanzie sulla sicurezza della regione e sulla piena riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. Rubio ha ribadito che Washington non accetterà l’introduzione di pedaggi o tariffe per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz e ha assicurato che gli Stati Uniti lavoreranno per mantenere aperta e sicura una delle rotte marittime più importanti del pianeta. Restano tuttavia interpretazioni differenti sugli effetti concreti del memorandum d’intesa firmato tra Washington e Teheran, mentre la comunità internazionale continua a monitorare con attenzione il futuro della navigazione nello stretto.
"E' necessario in questo momento per la politica trovare risposte a un mercato del lavoro che rischia di essere impreparato rispetto a tutte le novità che sta portando nella nostra società l'intelligenza artificiale: il rischio di perdita di posti di lavoro ma anche l'impatto su come concepiamo il futuro della nostra società". Così l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini a margine di un dialogo con il segretario della Cgil Maurizio Landini dedicato all'intelligenza artificiale e all'enciclica di Papa Leone XIV 'Magnifica humanitas', oggi a Palazzo Merulana a Roma. "Siamo in un netto ritardo, abbiamo perso il treno di tutto quello che è stata la rivoluzione legata all'informatica. Adesso rischiamo di essere in ritardo, anzi già lo siamo sulla sfida dell'intelligenza artificiale, però non è troppo tardi. L'importante è che l'Europa dia una risposta univoca e coesa, una sfida che riguarda la sovranità e l'indipendenza tecnologica dell'Europa rispetto al resto del mondo", insiste ancora l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate, che poi dedica una riflessione anche sul tema delle alleanze all'interno del campo largo: "Il centrosinistra deve dimostrare di saper dare risposte ai cittadini che è quello che stanno aspettando. Soprattutto per far sapere qual è l'alternativa a questo governo. Quindi saper trovare all'interno di tutte le forze che compongono il centrosinistra una riforma possibile per il Paese, un futuro possibile del Paese senza concentrarsi troppo sui nomi, sui veti o quello a cui stiamo assistendo", ribadendo come la vera necessità, oggi per il centro sinistra, sia quella di parlare di "una prospettiva, di un programma" per il Paese e non di leader. "Mi auguro che il centrosinistra che ha nella sua storia, e alle sue spalle una bellissima canzone di Ivano Fossati che è 'Una canzone popolare' - osserva ancora Ruffini - non atterri poi su un 'Vengo anch'io, no tu no' di Jannacci che era un bravissimo cantante. Bisogna concentrarsi su temi e soluzioni e su risposte che i cittadini si aspettano". Con lui, in dialogo, Maurizio Landini, che a margine dell'evento ha commentato così il tema dell'incontro: "L'intelligenza artificiale insieme al digitale, insieme alla robotica, stanno cambiando il lavoro. Ma credo che il punto fondamentale è che l'intelligenza artificiale deve essere al servizio dell'intelligenza umana. Al centro deve rimanere la persona, questo secondo me è il punto di fondo: al centro deve rimanere il lavoro, deve rimanere la giustizia sociale".
Dispacci dall’Estremo Occidente, nono appuntamento. Al netto dei recenti sbandamenti personali di Donald Trump, non bisogna buttare via il bambino con l’acqua sporca, o col toupet ossigenato. Il trumpismo come fenomeno politico-culturale ha radici storiche oggettive, sopravviverà a The Donald e sarà ancora una bussola indispensabile per il conservatorismo occidentale. A partire dalla reazione alla follia Woke e al “globalismo” ideologico…
“Io esco da questo carcere da innocente e non dovevo stare qua. Ho conosciuto una realtà terribile per la nostra Repubblica. Qua la nostra Repubblica perde la faccia per come tratta la gente e soprattutto perché non dà a chi se lo merita la possibilità di rifarsi una vita. Una vergogna che la Repubblica italiana deve risolvere. Scriverò al ministro Nordio e cercherò di incontrare il Dap” sono le prime parole dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno all’uscita dal carcere di Rebibbia. Ad accoglierlo fuori dal penitenziario amici, familiari e anche compagni di politica del suo movimento "Indipendenza!" confluito a fine marzo in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Alemanno, primo cittadino di Roma dal 2008 al 2013, fu condannato per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” a un anno e dieci mesi di carcere convertiti in lavori socialmente utili.
Trasgrediti gli obblighi della misura alternativa è stato condannato a scontare il resto della pena a Rebibbia. Qui l’impegno, lettera dopo lettera, contro il sovraffollamento carcerario e la scelta di prendere parte a Futuro Nazionale. “Il mio impegno in politica sarà quello di cambiare le cose e per questo ho fatto scelte controcorrente. Così le cose non possono andare". Questo impegno lo farò con Vannacci perché è la persona che rompe gli schemi in questo momento. Vedrò Vannacci questa sera a cena. Di cosa parleremo? ci confronteremo su molte cose. Su alcune non sono d’accordo ma secondo me lui è un volto nuovo e una speranza nuova”. Alemanno dichiara di non cercare ruoli o posti nelle istituzioni, né di candidarsi di nuovo a sindaco di Roma.
Pronto per lui però dovrebbe esserci un ruolo nell’esecutivo nazionale del partito di Vannacci che incontrerà questa sera a cena a Roma. “Se siamo contro Giorgia Meloni? Noi non siamo contro le persone. Se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti, chiami Vannacci, perché sa dove trovarci. Altrimenti con l’arroganza e la prepotenza non si va da nessuna parte”.
Il presidente Donald Trump ha ribadito che l’Iran ha acconsentito alle ispezioni dei siti nucleari da parte dell’agenzia di controllo delle Nazioni Unite, ma ha aggiunto che "non c’è fretta". Il presidente ha dichiarato ai giornalisti al suo arrivo in Pennsylvania martedì che, se l’Iran non avesse acconsentito alle ispezioni, avrebbe interrotto i colloqui con Teheran, affermando: "Annullerei gli incontri immediatamente". Alla domanda su quando potrebbero avvenire le ispezioni, Trump ha risposto: "Non c’è fretta. Saranno sul posto al momento opportuno".