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Senaldi spiana Fratoianni: "Caldo colpa della Meloni? Di sicuro, lui..."

giovedì 25 giugno 2026
1' di lettura

"Fa caldo, speriamo di non annegare". Pietro Senaldi, condirettore di Libero, commenta l'emergenza meteo che sta colpendo l'Europa, compresa l'Italia, con temperature record e allarmi per l'incolumità delle persone. A rischio anche la lucidità dei politici: basta leggere l'ultimo delirante post di Nicola Fratoianni

"Il tassista mi chiedeva conto dei 40 morti annegati per il caldo in Francia di cui ha letto sul Corriere. Io gli ho risposto: guardi, sono un giornalista e non un sono un bagnino. Poi mi sono informato e ho scoperto che sono morti indirette: siccome faceva caldo, anche chi non sa nuotare si butta nei fiumi e annega. Però è come se un ubriaco va a 300 all'ora e si schianta e si dice che è colpa del vino. Il caldo dà sicuramente alla testa e l'esempio è Nicola Fratoianni". 

Il deputato di Avs e leader di Sinistra italiana "ha fatto questo post sui social dicendo: beh, insomma, fa un caldo bestiale ed è tutta colpa dei climafreghisti della destra. Insomma, abbiamo scoperto che se fa caldo è colpa della destra. In particolare della Meloni, che verrà chiamata a riferire in Parlamento come se fosse Bernacca. Vorrei dire a Fratoianni che in Francia fa più caldo che in Italia, eppure governa la sinistra. E così in Spagna - conclude Senaldi -. Allora bisogna capire di capire se il caldo è colpa della destra o della sinistra. In ogni caso, tutti i lutti del mondo sono colpa di Fratoianni". 

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"Poi, quando si tratta di posti di lavoro, guardate qui. In totale, 195.000 posti di lavoro sostenuti da investimenti. Investimenti da parte di aziende europee negli Stati Uniti: 83.000 posti di lavoro sostenuti da questo. 112.000 posti di lavoro creati dal fatto che gli europei acquistano in modo massiccio – circa la metà di tutta la loro spesa per la difesa, quando si tratta di produzione dell'industria della difesa, viene spesa negli Stati Uniti. 112.000 posti di lavoro. L'anno scorso hanno speso 54 miliardi di dollari in produzione dell'industria della difesa statunitense. C'è attualmente un portafoglio ordini, un arretrato di ordini, di 300 miliardi. Quindi 300 miliardi di dollari di spesa per la difesa da parte degli europei per acquistare negli Stati Uniti nei prossimi due anni, che sono già nel registro degli ordini. L'anno scorso 54 miliardi, un totale ora nel registro degli ordini di 300 miliardi, per un totale di quasi 200.00", così il Segretario Generale della Nato Mark Rutte alla Casa Bianca.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev