Donald Trump vuole farsi rimborsare dai Paesi del Golfo per la guerra in Iran che sta conducendo. "Stiamo proteggendo una parte molto ricca del mondo. Stiamo spendendo soldi. E quindi, quello che abbiamo fatto è che saremo rimborsati" dai Paesi del Golfo "per la protezione", ha detto il presidente Usa lunedì sera parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. Il capo della Casa Bianca ha detto anche che la ripresa del conflitto con l'Iran "sarà molto veloce" e che ritiene un accordo ancora possibile. Gli iraniani, ha proseguito Trump, "hanno rotto l'accordo, hanno scoperto che c'era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo". Trump si è detto certo che "alla fine finiremo per controllare tutto". Quello che gli iraniani stanno facendo, ha affermato Trump, "è folle e molto stupido".
Continua l'intervento dei vigili del fuoco per l'incendio che, dal pomeriggio di lunedì 13 luglio, sta interessando una pineta nel comune di Aglientu, nel nord della Sardegna. A fuoco un'area lungo la SP 90, tra Naracu Nieddu e Monti Russu. Sul posto hanno operato squadre dei vigili del fuoco provenienti da Santa Teresa Gallura, Valledoria, Tempio e dalla sede centrale di Sassari. Nelle operazioni di spegnimento sono stati impiegati anche due Canadair della flotta aerea del Corpo nazionale, insieme agli elicotteri e al personale del servizio antincendio della Regione Sardegna.
Quando un brand come Ferrari licenzia il suo storico marketing manager dopo 16 anni, proprio a poche settimane dal lancio della sua prima elettrica, forse vale la pena guardare oltre il design.
La Luce ha diviso subito.
Titolo in calo dopo la presentazione, dibattito acceso online, puristi contrari, appassionati tech incuriositi, investitori in osservazione. La spiegazione più immediata parla di estetica, assenza del rombo e paura dell'elettrico.
Ma la questione tocca qualcosa di più grande.
Ferrari ha costruito il proprio valore su una promessa rara nel mondo dell'auto. Comprare oggi un oggetto che domani potrebbe essere ancora più desiderato.
Con la Luce, questa promessa entra in una tecnologia che segue regole diverse.
Una Ferrari termica può diventare collezione, memoria, scarsità. Un'elettrica porta con sé batteria, software, autonomia, aggiornamenti e un rischio diverso di obsolescenza.
Per questo il lancio va letto anche come un test di marketing e finanza.
Ferrari sta verificando se il proprio brand sia abbastanza forte da trasferire esclusività e desiderabilità su un prodotto che appartiene a un linguaggio nuovo.
I prossimi segnali peseranno più delle reazioni a caldo.
Chi comprerà la Luce. Quanto spenderà in personalizzazioni. Che valore manterrà sul mercato dell'usato. Come reagirà la clientela storica.
La Luce potrebbe essere ricordata come una rottura calcolata o come un errore di lettura del mercato.
Guarda il video realizzato da Caterina, founder di Central Marketing Intelligence, e scopri quali numeri possono dirci se Ferrari sta riscrivendo il lusso automobilistico o mettendo alla prova il proprio mito.
E se vuoi approfondire questo e altri temi fondamentali per chi guida un’impresa con visione strategica, da oggi è disponibile anche il manuale perfetto per l’imprenditore: una guida pratica per leggere i trend, usare i dati e costruire modelli di business capaci di durare.
Per la terza notte consecutiva gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro l’Iran: il presidente Donald Trump, dopo aver informato il Congresso ai sensi della War Powers Resolution, ha affermato che l’offensiva «è solo all’inizio», annunciando raid contro obiettivi nello Stretto di Hormuz e il sito nucleare di Pickaxe Mountain. Abu Dhabi ha riferito che missili iraniani hanno colpito due petroliere emiratine nello Stretto, causando un morto e otto feriti, mentre secondo l’emittente Irib Teheran avrebbe risposto prendendo di mira installazioni militari statunitensi in Kuwait, tra cui un sistema Patriot e infrastrutture logistiche. Parlando nello Studio Ovale, Trump ha detto che la ripresa del conflitto con l'Iran "sarà molto veloce", perché "stiamo demolendo le loro capacità militari", definendo la reazione di Teheran "folle e molto stupida", ma ha ribadito che resta ancora possibile raggiungere un’intesa diplomatica.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assiste a Parigi alla parata militare in occasione della Festa nazionale francese. Il capo dello Stato, al suo arrivo, è stato accolto da Brigitte Macron e dal premier francese Sébastien Lecornu. Mattarella ha preso posto nella tribuna presidenziale in prima fila, dove ci sono, tra gli altri, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, la moglie Brigitte, Lecornu, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.