Sallusti contro Bonaccini: "Il suo problema non è che non ha studiato ma che è un asino"
"Anche Bonaccini, diplomato al liceo scientifico, dovrebbe votare destra. E non ha neanche mai lavorato, visto che ha sempre campato di politica". Anche Alessandro Sallusti, direttore di Libero, interviene sulle infelici parole di Stefano Bonaccini, presidente ed eurodeputato del Partito democratico, che giovedì sera da Albenga ai microfoni di IVG ha definito il voto dato "a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci" come "il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente".
"Il problema di Bonaccini non è che non ha studiato - chiosa ancora Sallusti - ma che è un asino e non capisce che non c'è nessuna correlazione tra titolo di studio, talento, capacità, serietà. Il mondo è pieno di laureati incapaci o laureati molto bravi. E Bonaccini non sa che tre dei cinque nostri Nobel per la Letteratura non erano laureati. Ed è inutile spiegargli che Enzo Ferrari, uno dei più grandi geni dell'imprenditoria italiana, non era laureato o che Ernesto Colnago, che ha inventato tutto quel che c'è da inventare nel mondo delle biciclette, ha la quinta elementare".
Poche ore dopo Bonaccini, è stata comunque la premier Giorgia Meloni a rispondere per le rime ricordando ironicamente che per il big dem forse quelli che votano per il centrosinistra "sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare". "Forse Bonaccini - prosegue sui social la leader di Fratelli d'Italia - Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un'ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo", rimarca la leader di FdI. "Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza".
Forse resosi conto dell'imbarazzante sfondone, Bonaccini a Coffee Break su La7 ha provato a difendersi: "Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo. Non vuol dire che non ci siano plurilaureati che votano la lega Fratelli d'Italia o Vannacci". "Io l'ho detto come problema per la sinistra, perché la sinistra che ha perso spesso le elezioni in tanti paesi europei o negli Stati Uniti o quando ci fu voto della Brexit, dovrebbe saper rappresentare di più e meglio coloro che sono magari più in difficoltà economicamente o che hanno nella vita, magari avendo meno, opportunità per avere titoli di studi più elevati. E per dire che serve una sinistra più popolare. Capisco - ha concluso velenoso - che sia più facile cercare una polemica abbastanza sorprendente col sottoscritto, piuttosto che rispondere del perché paghiamo le bollette e la benzina tra le più care al mondo, del perché ci sono troppi precari giovani, del perché la sanità pubblica sta crollando, del perché il Paese non cresce e sarà il peggiore quest'anno e quest'altro anno tra i 27 dell'Unione Europea per crescita".
Nel frattempo però il caso è già deflagrato. Se da FdI il deputato Fabio Pietrella propone una "laurea ad honorem in elitismo e arroganza" e il vicecapogruppo alla Camera Massimo Ruspandini parla di "lettura classista e supponente", dal Pd è difesa a spada tratta dell'ex governatore dell'Emilia Romagna, con Piero De Luca, segretario dei dem campani, che parla di "arma di distrazione di massa" da parte della Meloni, "che fa la vittima invece di risolvere i problemi degli italiani".