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Islanda, l'Europa perde ma per la sinistra è sempre colpa di altri

giovedì 3 settembre 2026
1' di lettura

Il no dell'Islanda alla riapertura dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea conferma la diffidenza verso le cessioni di sovranità e i costi del bilancio comunitario. La tendenza della narrazione progressista a evocare presunte interferenze esterne rischia di non cogliere le reali ragioni del voto degli elettori. L’analisi di Fabio Dragoni

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