Un labirinto di stanze e corridoi sotterranei dove decine di sbandati ed extracomunitari si raccolgono ogni notte, terrorizzando passanti e residenti. Questo quanto accade in piazzale Loreto, dove il progetto di riqualificazione datato 2021 e voluto da Palazzo Marino sembra essere finito su un binario morto, dopo che il Comune ha optato per un ridimensionamento del piano originario (LOC- Loreto Open Community) per favorire una maggiore presenza di aree verdi a scapito degli spazi commerciali.
Nella mattinata di ieri Libero è entrato nel dedalo di ambienti sotterranei, un tempo sede del mezzanino della metropolitana e dei tanti negozi che ne facevano parte. Lo spettacolo che ci si è presentato agli occhi è stato a dir poco allarmante. Fin dal punto d’ingresso, ricavato in una rete di protezione tagliata, ci siamo trovati dinnanzi a centinaia di metri quadrati di pavimentazione ricoperti da immondizia di ogni tipo, con coperte ed indumenti di ogni tipo abbandonati a marcire a terra. Per non parlare poi delle centinaia di bottiglie e lattine di birra vuote abbandonate ovunque, prova che tali spazi sono frequentati da alcolizzati che a fine serata arrivano qui per passare la notte.
Naturalmente non potevano mancare le provviste per chi ha deciso di stabilire nel ventre di piazzale Loreto la propria dimora. Pacchetti di biscotti, lattine di coca cola e perfino dei vasetti di Nutella facevano bella mostra di sé accanto ad alcuni materassi. Come se non bastasse, poi, l’ambiente era impregnato di un odore nauseabondo di urina, segno che gli ospiti di questi sotterranei fanno i loro bisogno dove capita evidentemente senza curarsi di alcuna misura igienica. A terra centinaia di mozziconi di sigaretta a testimoniare che all’interno di questi spazi chiusi e pieni di materiali infiammabili si fuma come se nulla fosse ignorando completamente il pericolo che il divampare di un incendio potrebbe comportare per tutti gli sbandati che qui trovano rifugio.
Comprensibile la preoccupazione dei residenti dal momento che in quei sotterranei sui quali nessuno sembra vigilare potrebbero agevolmente trovare rifugio non solo clochard e drogati, ma anche delinquenti e soggetti ricercati dalle forze dell’ordine. «È un continuo viavai di sbandati che dalla tarda serata fino all’alba entrano ed escono da là sotto, spiega una passante, «c’è davvero da avere paura perché da come barcollano e litigano tra loro molti sono sicuramente tossicodipendenti o ubriachi». «Chi controlla cosa accade laggiù?», chiede a sua volta un residente preoccupato, sottolineando però come anche in superficie le cose non vadano bene. Da quando il Comune ha deciso di lasciare crescere l’erba in città per favorire la biodiversità le siepi di piazzale Loreto sono cresciute di diversi metri trasformando le aiuole in una vera e propria giungla che gli extracomunitari usano come una latrina a cielo aperto. «Basta affacciarsi al terrazzo e li puoi vedere fare i loro bisogno dappertutto», spiega una donna, «senza contare che ci sono anche degli spacciatori per nascondere le loro dosi in mezzo a tutto quel verde». Una situazione di estremo degrado che Nicholas Vaccaro, vice presidente Comitato Sicurezza per Milano, conosce molto bene tanto da avere scritto al Comune che ha confermato come lo spazio sotterraneo diventato terra di nessuno sia di sua proprietà. «Nei giorni scorsi ho contattato Prefettura e Questura per segnalare le gravi criticità in materia di sicurezza rappresentate dagli ex mezzanini della metropolitana», sottolinea Vaccaro, raccontando però di non avere ancora ricevuto risposta. «Lo stato in cui versano le aree sotterranee di piazzale Loreto rappresenta l’agonia di questa giunta che invece di occuparsi della sicurezza dei cittadini perde il suo tempo in lotte intestine prive di senso», dice Riccardo De Corato, deputato milanese di Fdi, «il progetto di rifacimento del piazzale dove è finito? Ormai non se ne parla più mentre langue in uno stato di completo degrado e abbandono».
«Palazzo Marino è passato da un progetto faraonico per la riqualificazione di piazzale Loreto alla realizzazione di una nuova favelas proprio nell’area che è ormai simbolo del fallimento della gestione Sala», spiega a sua volta Alessandro Verri, Capogruppo della Lega in Consiglio Comunale, «si voleva realizzare un’area degna di una capitale europea ed invece ci ritroviamo con una piazza che ricorda il terzo mondo», continua l’esponente del Carroccio, sottolineando come i residenti abbiano cominciato di recente a segnalare episodi di insicurezza proprio nell’area attorni ai sotterranei parlando di «totale mancanza del presidio del territorio».
Senza contare, come spiega Amilcare Tosoni, sindacalista del Cisl-Fp della Polizia Locale di Milano, il fatto che quegli spazi abbandonati a se stessi rappresentano un pericolo per gli operatori delle forze dell’ordine. «In luoghi abbandonati al degrado si possono nascondere anche individui pericolosi, e potenzialmente armati, che durante controlli e sgomberi tocca a noi dover affrontare».