Sotto l’effetto di alcool e droga prende a pugni, calci e testate i carabinieri intervenuti per bloccarlo provocando a due di loro lievi contusioni. Questa la cronaca di quanto avvenuto nel pomeriggio del 27 luglio a Milano quando un transessuale peruviano di 32 anni ha scatenato il panico in viale Lucania, zona Corvetto. Sono all’incirca le 13 quando il sudamericano, irregolare sul territorio nazionale e pluripregiudicato, non solo comincia ad attraversare ripetutamente lo spartitraffico rischiando così di essere investito ma aggredisce anche alcuni passanti. Il 32enne è in evidente stato di alterazione tanto che la gente, sospettando che sia sotto l’effetto di alcool e droga, chiama immediatamente i soccorsi. Tempo pochi istanti e sul posto giungono alcune gazzelle del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri. La reazione del sudamericano però è violentissima. Pugni, calci e testate raggiungono i militari che nel frattempo cercano di contenerlo.
Giungono intanto ulteriori equipaggi del radiomobile e il transessuale viene bloccato. Il bilancio per gli uomini dell’arma è pesante. Due di loro vengono refertati presso alcune strutture sanitarie per delle contusioni che solo per puro caso si sono dimostrate lievi. Anche una gazzella dei carabinieri subisce danni con la rottura del finestrino e di uno sportello. Per l’uomo scatta quindi l’arresto. Le accuse contro di lui sono pesanti: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamenti.
Un’aggressione quella subita dai militari che inevitabilmente riaccende le polemiche sui corsi nei confronti delle categorie “fragilizzate” - tra le quali gli Lgbt voluti dalla maggioranza a Palazzo Marino non solo per i ghisa ma per tutti i dipendenti comunali. «Sono anni che denunciamo questa situazione al Corvetto così come in altre periferie della città» spiega Davide Ferrari Bardile, Dipartimento Sicurezza Lega Milano «peccato però che la sinistra continui a minimizzare questi episodi liquidandoli come semplice disagio sociale». «Mi domando cosa penserà ora il Pd milanese» spiega a sua volta il Deputato FdI Riccardo De Corato «credo che a questo punto fosse più appropriato fare dei corsi per sensibilizzare certe categorie “fragilizzate” sul fatto che le mani sugli appartenenti alle Forze dell’Ordine non si alzano mai». Preoccupato infine Ilario Castello, segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri, che torna a chiedere a gran voce «tutele adeguate, dotazioni di protezione e trasparenza operativa».