Un filmato smentisce Yaser Hassan. Il 38enne egiziano, arrestato con l'accusa di violenza sessuale per aver abusato di una studentessa 21enne a pochi passi dalla discoteca Hollywood in corso Como a Milano la notte del 16 agosto scorso, ha parlato di un rapporto consenziente. L'uomo - interrogato dal Gip di Milano - "ha risposto a tutte le domande" spiegando, appunto, che si è trattato di "un rapporto con persona consenziente". "Il mio assistito - afferma il suo difensore, l'avvocato Pierpaolo Proverbio - è ovviamente turbato per la situazione che si è creata. Abbiamo chiesto la revoca della misura cautelare in atto (domiciliari) e in subordine la sostituzione con misura meno afflittiva" aggiunge il legale.
Il pr avrebbe abbordato la ragazza (che era in compagnia di un'amica) all'interno del locale, avrebbero bevuto insieme alcuni drink, quindi l'avrebbe costretta a seguirlo fuori dove - in una zona più appartata e coperta da un muro divisorio - sarebbe avvenuto lo stupro. Un racconto che chi indaga definisce "credibile" non solo per i dettagli forniti dalla studentessa, ma anche per i riscontri ottenuti dalle immagini di videosorveglianza - raccolte dai carabinieri - che mostrano una "contrarietà evidente a seguirlo fuori dal locale".
La giovane "non era stata in grado di comprendere quanto stesse accadendo e di determinarsi nei suoi comportamenti" si legge nell'ordinanza che ieri ha fatto scattare i domiciliari. Per la giudice sussiste la condizione di "palese, innegabile, evidente incapacità a prestare un valido consenso" di cui il trentottenne avrebbe approfittato. Il suo modo di agire avrebbe fatto trasparire "l'assenza di pudore e freni inibitori" per cui approfittando della condizione di "debolezza psichica della giovanissima ragazza e della difficoltà di opporre resistenza" avrebbe agito con "l'unico intento di soddisfare il proprio istinto sessuale".