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Vittorio Feltri, perché il contratto tra Lega e M5s va riscritto da capo a piedi

di Gino Coala domenica 9 dicembre 2018

2' di lettura

Solo a leggere sui giornali, incluso il nostro, la parola "manovra" mi si accappona la pelle, sintomo di rigetto. Il governo dovrebbe dirci la verità: non ha un euro da spendere. Leggi anche: Feltri inchioda Macron: "Vi lamentate di Luigi Di Maio? L'ebete francese..." Altro che distribuire il reddito di cittadinanza a milioni di persone che si grattano la pancia invece di lavorare, altro che mandare in pensione la gente a 62 anni, altro che puntare sulla riduzione delle aliquote fiscali. Una volta si diceva: primum vivere deinde philosophari. Il motto latino vale ancora. Lega e Movimento 5 Stelle si rendano conto che il loro contratto fa acqua da ogni parte. Non si possono regalare soldi che non si possiedono, non si può fare il passo più lungo della gamba. Anziché scervellarsi per aumentare le spese introducendone di nuove si preoccupino di tagliare quelle inutili (sprechi) che gli esecutivi del passato si sono inventati a scopi clientelari ossia per accontentare gli amici degli amici. Se lo ficchino bene in testa i signori ministri: lo Stato che sgancia quattrini a debito compie un suicidio se le somme stanziate non servono a rilanciare l' economia, della quale mi pare che i gialloverdi se ne fottano allegramente. Oddio, bisogna dare atto a Salvini di essere stato efficace nel porre un freno alla immigrazione incontrollata e nell' approvare il decreto sicurezza, di cui i cittadini sentivano l' esigenza. Ma ciò non basta. Egli deve mettere la testa sulla legittima difesa, la cui assenza turba il popolo in balia di ladri e furfanti vari, compresi gli spacciatori di droga. Inoltre convinca Di Maio (non attaccheremo mai Gigino per le vicende paterne, di cui non ci importa un tubo) che lo stipendio ai fannulloni non è solo una bischerata ideologica: è altresì una velleità dato che non abbiamo grano onde finanziare chi, non sapendo fare un mestiere, non ne trova uno da esercitare. Piuttosto, il responsabile del dicastero "lavoro" organizzi, come fa Regione Lombardia, dei corsi di formazione in modo che coloro i quali li frequentano, al termine, siano richiesti dalle aziende. La povertà si sconfigge non coi sussidi ma sgobbando seriamente, dalla mattina alla sera, senza frignare, anche di domenica. Il resto è chiacchiera da pizzeria partenopea. di Vittorio Feltri

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