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Giuseppe Cruciani ad Asia Argento: "Se sei innocente, perché hai pagato?"

di Maria Pezzi domenica 26 agosto 2018

3' di lettura

 Si può dire qualsiasi cosa di Asia Argento, e su queste colonne nulla le è stato risparmiato, ma certamente alla signora non fanno difetto scaltrezza e cinismo. Altro che paladina tutta d' un pezzo delle donne minacciate da maschi voraci. Altro che simbolo della trasparenza e grande accusatrice senza macchia del potere maschile. Come si difende infatti l' Asia nazionale dall' accusa più infamante per una che si è fatta portavoce delle femmine abusate o presunte tali, e invece è stata scoperta con le mani nella marmellata, anzi nelle mutande di un ragazzotto minorenne? Mettendo in mezzo l' ex fidanzato morto che ovviamente, sedute spiritiche a parte, non può confermare nè smentire nulla. Me-ra-vi-glio-so. E dunque, questa la versione della Argento, tra lei e l' allora (i fatti, o misfatti, risalgono al 2013) 17enne attore Jimmy Bennett non solo non ci sarebbe stata alcuna relazione sessuale, e vabbè, ma a decidere di risarcire il giovine sarebbe stato il compagno Anthony Bourdain, il famoso cuoco deceduto suicida qualche mese fa. Ma non finisce qui. Era proprio lui, sostiene la nostra, ad essere preoccupato perché «aveva la propria reputazione da proteggere, in quanto personaggio molto amato dal pubblico» e dunque «Anthony insistette che la questione venisse gestita privatamente e ciò corrispondeva anche al desiderio di Bennett». Et voilà. TUTTA OPERA DEL MORTO - Insomma, lo avete capito: secondo lei fece tutto il morto, compreso l' assegno di 380mila dollari versato per togliersi dalle scatole quello che veniva considerato un molestatore. Il tutto - come conviene al mondo dei giusti, dei buoni e degli onesti per definizione - è stato fatto per «compassione» e per «venire incontro alla richiesta di aiuto» del ragazzino. Ma certo, come no. Ora vedremo cosa accadrà nelle prossime puntate e soprattutto cosa dirà colui che sarebbe rimasto traumatizzato dalle prestazioni sessuali della figlia di Dario, perché pare che la polizia di Los Angeles lo voglia interrogare proprio su quelle ore passate nella camera d' albergo di Asia. Fu vero pompino, come è scritto nelle carte passate al New York Times? Fu vera penetrazione? E nel caso in quale posizione si è consumato il tutto? Per approfondire leggi anche: Vittorio Feltri ad Asia Argento: "Chi di coscia ferisce..." SILENZI SOSPETTI - In attesa di questi responsi fondamentali, sin da adesso e senza fare la morale a nessuno, si possono però dire un paio di cose. La prima è che dalla nuova Giovanna d' Arco del femminismo ci si attende (il queste ore il mondo boldriniano è in evidente subbuglio) qualche spiegazione in più, soprattutto una: perché se non hai fatto nulla cacci (o fai cacciare dal tuo compagno) una marea di quattrini per silenziare un tizio che ha vent' anni meno di te? La seconda è che fosse davvero coerente Asia Argento avrebbe dovuto rivelare questa storia proprio mentre accusava Weinstein e quelli come lui delle peggiori nefandezze, invece ha tenuto nascosto tutto fino all' altro giorno sperando nell' oblio. E no, cocca di mamma, quando punti il dito contro mezzo mondo devi essere più pura e immacolata della Madonna, altrimenti come dice il vecchio adagio c' è sempre qualcuno più puro di te che potrebbe fregarti. Ma noi, che abbiamo fatto tre anni di militare a Cuneo, lo sapevamo da tempo che dietro le parole della presunta vittima dell' orco si nascondeva un bel pelo sullo stomaco, lungo, decisamente molto lungo. Certo, non potevamo immaginare che si spingesse così in avanti, perché dare la «colpa» all' uomo appena defunto è opera d' ingegno. Sarà pure per difendere la traballante poltrona di X Factor, ma al confronto la nipote di Mubarak è roba da dilettanti. di Giuseppe Cruciani

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