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Scilipoti definitivo a Libero. Occhio, la bomba su Salvini: la profezia sulle elezioni

di Giovanni Ruggiero domenica 5 novembre 2017

4' di lettura

"Vedrete, in Sicilia la Lega andrà bene, è un alleato importante. Salvini ha ragione quando sostiene che l’autonomia nell’isola deve essere attuata per davvero, non come Faraone che vuole abolirla". Il senatore azzurro Domenico Scilipoti Isgrò (guai a omettere il secondo cognome) è impegnatissimo nella campagna elettorale in terra di Trinacria, ma non solo. Il re dei peones (titolo del suo primo libro) è tornato, o forse non è mai andato via. Si divide tra Palazzo Madama, la vicepresidenza della commissione Scienze Tecnologie e Sicurezza della Nato dove cura i rapporti con l’Ucraina, e il suo movimento Unione Cristiana, che però è stato escluso dalla competizione siciliana. La legge anti voltagabbana? "Giusta", esordisce. "Nella riforma dei regolamenti l’articolo 67 della Costituzione non viene toccato per cui non c’è incostituzionalità, ma è  giusto che chi cambia partito non vada subito in un altro, si iscriva nel Misto, perché non è serio verso gli elettori". Scusi, Scilipoti, ma parla proprio lei che era dell’Idv… "Ma io dopo l’Italia dei Valori non sono andato in un altro partito. Ho fondato un gruppo, i Responsabili, per evitare che il Paese finisse nelle mani di qualche banchiere e solo dopo, nel 2013, mi sono iscritto a Forza Italia, ho continuato il mio percorso, e sono stato candidato alle elezioni". La insultavano per strada. La chiamavano munnizza… "Ho sofferto. C’è gente molto cattiva in giro. Dal Movimento Cinquestelle ho visto odio, perché per loro chi sta dall’altra parte è un delinquente, si sentono i paladini della purezza mentre anche loro hanno avuto tanti che sono passati al gruppo misto. Non sanno cos’è l’amore. Anche in politica ci vuole amore. Per fortuna gli italiani oggi sanno chi è davvero Scilipoti Isgrò e c’è rispetto". Perché si è aggiunto un cognome? "È il cognome di papà". Perché hanno escluso il suo movimento dalle elezioni in Sicilia? "Perché c’è la croce nel simbolo. Noi siamo di estrazione giudeo-cristiana. Ci discriminano perché siamo cristiani, ma non abbiamo nessuna intenzione di cedere. Siamo nell’area del centrodestra e in questo momento collegati a Forza Italia". Quindi presenterà il suo simbolo anche alle prossime Politiche? "Stiamo lavorando. Intanto noi siamo convinti che in Sicilia Nello Musumeci, con cui ci siamo incontrati, farà bene e sosterrà i valori per noi fondamentali: la tutela della vita in tutte le sue fasi, il riconoscimento della famiglia tradizionale, composta da uomo e donna e bambini, e il diritto dei genitori ad educare i propri figli. Per la Sicilia, poi, noi abbiamo un programma su come combattere la povertà e uscire dal problema dell’immigrazione". Ce lo spieghi.   "Abbiamo fatto un’analisi per capire come si è arrivati a questo dramma e come si può uscire da questa difficoltà che affligge l’Europa, l’Italia e la Sicilia in particolare". Più facile a dire che a farsi. "Bisogna studiare bene la regione del Mena, che rappresenta il Medio Oriente e il nord Africa, i problemi che ha. Ad esempio il Libano ha un problema idrico, lo Yemen è senza alimenti e altre zone hanno altre criticità. Acqua e alimenti sono le chiavi per risolvere l’emergenza. Dobbiamo aiutare e dare sementi a quelle popolazioni. Perché se uno ha cibo e acqua e sta bene a casa propria non ha bisogno di andarsene. Il ruolo della politica è importante, bisogna spiegare a quei popoli come devono fare per mangiare. Ci vuole più solidarietà". Torniamo all’Italia. È favorevole allo ius soli? "Ma non è che si può dare una risposta così. Sono temi che non si possono liquidare in due parole e non è corretto che si affrontino adesso, di corsa, perché bisogna chiudere la legislatura e approvare leggi così controverse, come quella sul testamento biologico, no?…". Lei da cattolico è contrario al biotestamento? "Io sono cristiano e sono un medico ginecologo ostetrico. La soluzione, secondo me, non è staccare la spina. Non mi piace la morte su ordinazione. Dovremmo fare capire che ci sono altre possibilità, cure palliative, abbiamo il dovere di informare prima di dire sì all’eutanasia mascherata". Un po’ difficile per chi è stato vegetativo… "Certo bisogna valutare caso per caso. Io non sono per togliere l’acqua e il pane, ma nemmeno per l’accanimento terapeutico". È vero che ha depositato una proposta di legge contro l’aborto? "Verissimo". Vuole attirarsi le ire di tutte le donne?   "No e perché? Io amo le donne. Voglio aiutarle. Ma vorrei che fosse rivista la legge sull’interruzione di gravidanza. Vorrei che fosse data più informazione nei consultori e che non si pensi ad avere un rapporto sessuale e poi subito dopo a comprare la pillola RU486. Noi sappiamo tutta la sofferenza che c’è dietro a un aborto e vogliamo prima di tutto informare sui rischi, non giudichiamo, ma io faccio il politico per passione e la politica ha anche questo ruolo: di informare e fare il bene della collettività".   Si ricandiderà alle Politiche di primavera? "Oggi non mi pongo la domanda. Faccio il parlamentare e continuo a fare il mio lavoro. Se poi ci dovessero essere le condizioni e c’è la condivisione di tanti altri e del gruppo dove stiamo lavorando, ben venga. Ma se ci dovessero essere altre scelte sarò ben lieto di seguirle. Perché noi riteniamo, da buoni cristiani, che dove lui ci manda noi saremo ben felici di servire". Lui Berlusconi? "Eh no… Quando parlo di “servire lui” parlo di Dio. Se dico “il presidente” è il presidente Berlusconi".  di Brunella Bolloli

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