Il commento

Chiara Ferragni: "Brava Lombardia"? Lo sapevamo già da mesi: Pirellone e Fontana primi in tutto

Fabio Rubini

Giusto un paio di mesi fa Chiara Ferragni partiva con una crociata social contro Regione Lombardia rea di non aver ancora vaccinato la nonna del consorte, il cantante Fedez. «Scoraggiante vedere la Lombardia che fa un casino dopo l'altro», scriveva la nota influencer. Sessanta giorni dopo, la bella Chiara s' è vaccinata e sui suoi social ha riconosciuto l'efficienza della Lombardia: «Devo anche dare atto a Regione Lombardia per aver recuperato nella campagna vaccinale dopo mesi di disagi. Continuiamo così e vacciniamoci tutti per tornare ad una vita normale». E ancora: «Vaccinatevi tutti. Da stasera in Lombardia sono aperte le vaccinazioni per gli under 30». 

 

Caso chiuso. Chiara Ferragni non si offenderà se alla fine della sua ultima filippica social ci permettiamo di dirle una cosa: che la vaccinazione in Lombardia funziona noi lo sapevamo già e a differenza di tanti altri lo scrivevamo e continuiamo a scriverne da mesi. Una volta risolti alcuni problemi, che ci sono stati e che sarebbe stupido non ammettere, la macchina ha iniziato a macinare record su record, fino a diventare quella che meglio gestisce la campagna vaccinale. Bastava avere un po' di pazienza e di senso della realtà. Quella guidata da Attilio Fontana non solo è stata la regione più colpita da questa pestilenza, ma è anche quella che ha più abitanti e una conformazione geografica complicata. Per questo ci sono volute alcune settimane in più per revisionare e oliare gli ingranaggi. 

 

I centri di vaccinazione di massa, per esempio, sono stati tutti progettati e realizzati in spazi che normalmente vengono usati per fare altro. Era logico immaginare che ci sarebbe voluto un periodo di rodaggio per andare a regime. E sinceramente il mancato vaccino alla nonna di Fedez (che poi le era stato somministrato regolarmente nel giro di un paio di giorni), al pari di molti altri anziani che in quel periodo erano in lista d'attesa, non ci era parso così grave da giustificare la sparata social. Per questo è bello vedere la Ferragni rendere merito alla Lombardia. Un giusto riconoscimento fatto da parte di una persona che, non va dimenticato, durante la prima ondata della pandemia aveva contribuito con una raccolta fondi milionaria a costruire un reparto Covid a Milano. Peccato per quella caduta di stile, ma nessuno è perfetto. Nemmeno i Ferragnez.