Pandemia

Matteo Bassetti, Omicron e Covid: "Parlare meno, la gente è a pezzi". Durissimo con la collega

"Parlare meno e con voce univoca". Matteo Bassetti tira le orecchie agli esperti italiani e internazionali sul Covid e la variante Omicron. "Questo virus è qui per rimanere e lo sappiamo bene. Significa che farà 100mila morti l'anno? Non credo. Grazie soprattutto ai vaccini", spiega all'agenzia Agi l'infettivologo direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. Bassetti commenta le parole di Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per le malattie Ecdc che su Rai Radio1 aveva affermato: "La pandemia non è finita, è probabile che Omicron non sia l'ultima variante". 

 

 

 

 

"Io credo che stiamo confondendo la gente - prosegue Bassetti -. Alcuni argomenti, tipici del mondo epidemiologico e medico, dovrebbero rimanere nel nostro ambiente. Dovrebbero esserci due gradi di comunicazione: una al popolo, più realista. Il racconto di cosa è oggi la pandemia da Covid-19 grazie alle vaccinazioni e alla variante Omicron. E un'altra, chiamiamola 'futurista', che dovrebbe rimanere nell'ambito medico. Perché quando si trattano ipotesi, anche se di alta valenza, sempre 'ipotesi' restano". 

 

 

 

 

"Vale per varianti future, ogni virus ha le sue, e per richiami vaccinali: quarte dosi e quinte dosi. Se andranno fatte le faremo, lo Stato si organizzerà, ma perché parlarne continuamente ai cittadini - dice Bassetti -. Nello stesso giorno in cui la Norvegia, e altri 3/4 dei Paesi europei, levano tutte le restrizioni, un esponente dell'Ecdc, tra l'altro del Nord Europa, dice una cosa opposta. La gente ne esce a pezzi". "La stessa Oms - aggiunge l'infettivologo - parla di fine pandemia verso metà 2022. Per questo dico che ci vuole un richiamo un po' a tutti: faccio un appello a questi grandi organismi internazionali, parlare un po' meno e con voce univoca". Bassetti poi si dice non contento per la polarizzazione politica. "Sono stato tra i più intransigenti per le vaccinazioni, ma non si può dividere il mondo in guelfi e ghibellini - dice -. Sembra che se una persona è aperturista non possa essere pro vaccini. Mi pare evidente non sia così".