Il Financial Times descriveva il 2025 di John Elkann come "un anno da dimenticare", con il rampollo Agnelli "frustrato" e stritolato tra "i problemi di famiglia" e i dolori di Ferrari e Juventus, senza contare lo spinoso dossier della vendita di Repubblica e la Stampa che ha procurato al patron Exor parecchie grane politiche.
Il 2026 del nipote dell'Avvocato però rischia di aprirsi in modo ancora più funesto: la Procura di Torino ha preparato infatti la richiesta di rinvio a giudizio per lui e per il commercialista Gianluca Ferrero nell'ambito dell'inchiesta che ruota intorno all'eredità di Marella Caracciolo. Si tratta della cosiddetta "imputazione coatta" ordinata dal Gip che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione. Sono stati messi a punto due capi d'accusa relativi a presunti illeciti fiscali che il giudice, a differenza di quanto ipotizzato dai pm, ha ritenuto non assorbiti dal reato di truffa. Si renderà ora necessario un passaggio all'udienza preliminare, dove la procura, se decidesse di non doversi discostare dall'ipotesi di lavoro iniziale, potrebbe chiedere il "non luogo a procedere".
Dall'imputazione è rimasta come detto esclusa la truffa ai danni dello Stato, per la quale pende la decisione di un altro Gip, Giovanna Di Maria, sull'istanza di messa alla prova dei legali di Elkann. Il presidente di Stellantis rischia di veder sfumare i lavori socialmente utili e di finire a processo. Il commercialista Ferrero aveva chiesto di patteggiare una condanna a 1 anno commutata in una sanzione da 73mila euro, senza pene accessorie. Sulla sua posizione si deciderà il prossimo 21 gennaio.