Come sintetizzare in due parole la tragedia del rogo di capodanno a Crans-Montana? Annamaria Bernardini De Pace non ha difficoltà e, intervistata da “Il Giornale”, ne piazza subito due, belle pesanti: vergogna e inefficienza. Macigni che il celebre avvocato matrimonialista, volto noto della tv, non ha remore a lanciare sui responsabili e affonda il colpo. Un j’accuse durissimo che chiama in causa non solo i titolari del locale, ma l’intero sistema svizzero.
Spiega la Bernardini De Pace: “È dal giorno uno della tragedia di Crans-Montana che osservo una successione di eventi sconcertanti, sbalorditivi e inattesi. Il primo elemento che colpisce è la totale assenza di misure di sicurezza. In un ambiente strapieno di ragazzi c’era solo un’uscita di sicurezza, quando in situazioni simili ce ne sono tre o quattro e quella porta era pure chiusa a chiave. Perché? Per evitare che i giovani se ne andassero senza pagare. La bramosia, la sete di profitto ha cancellato la sicurezza. Colpa della coppia, ma anche di chi non ha mai effettuato i controlli. Il Comune, il cantone, la Svizzera”. La Bernardini De Pace, poi, boccia senza appello l’ipotesi dei reati colposi e rilancia: “Inaccettabile, si tratta di crimini dolosi. Se si decide di spendere pochissimi soldi per gli apparati di prevenzione… allora vuol dire che si è scelto di correre il rischio. Io non faccio nulla per rendere quell’ambiente sicuro, metto in conto lucidamente che possa accadere l’irreparabile. Purtroppo, a Crans-Montana l’irreparabile è successo. Ai Moretti non può essere addebitata solo una colpa; no, hanno una responsabilità più grave e forte, quella della strage, sia pure attraverso la categoria del dolo eventuale”.
Nel mirino, infine, anche le istituzioni: “Il Comune non ha effettuato nemmeno un check negli ultimi cinque o sei anni. È inimmaginabile. Quanto alla Procura non c’è alcun sequestro, che si sappia nemmeno un’intercettazione, gli arresti solo dopo dieci giorni. La Confederazione Elvetica ha rimediato una figuraccia planetaria”. Come uscirne? La Bernardini De Pace chiude così: “Costituire subito un fondo di almeno 50 miliardi di euro per risarcire le vittime”. Una richiesta che suona come un atto d’accusa definitivo.