Dagli a Donald Trump, come sempre, e un'ode alle toghe. In studio a Che tempo che fa, sul Nove, l'editorialista di Repubblica Massimo Giannini picchia duro sul presidente degli Stati Uniti un paio di giorni dopo lo stop ai dazi imposto dalla Corte suprema americana.
"Al di là degli aspetti economici e giuridici, che sono comunque complicatissimi, perché l'architetto del caos è riuscito ad aggiungere altro caos a quello che già aveva combinato, però mi sembra fondamentale il messaggio politico che arriva dagli Stati Uniti, sia perché, appunto, quella che abbiamo sempre considerato la più grande democrazia del mondo, dimostra di avere ancora anticorpi, ma poi anche e soprattutto, e questa è una lezione, mi rifaccio anche al dibattito precedente tra Colombo e Di Pietro, che in qualche modo secondo me deve essere preziosa anche per noi, per noi europei e per noi italiani", spiega l'ospite di Fabio Fazio.
"La vicenda americana cosa dimostra? Dimostra quanto sia fondamentale, persino in presenza di un presidente, come è il tycoon di Mar-a-Lago, che si è dimostrato così onnipotente e così in grado di imprimere torsioni allo stato di diritto del suo paese e anche del diritto internazionale, che quando c'è un organo di garanzia, nel caso di specie la Corte Suprema, riconosciuto dalla Costituzione, questo serve a bilanciare quello strapotere. Trump perde perché la Corte Suprema gli dice tu i dazi, potevi anche imporli, ma per poter considerarli legittimi dovevi passare dal Congresso. Quindi, come si vede in questa pronuncia, che riflette una controversia delicatissima, sono in campo tutti e tre i poteri di uno Stato democratico".
"Il potere esecutivo che decide di mettere i dazi in maniera del tutto autonoma e autoreferenziale, il potere legislativo, cioè il Congresso, che non è stato chiamato in causa come avrebbe dovuto, e il potere giudiziario che dice al potere esecutivo 'non potevi bypassare il legislativo'. Ecco, nel momento in cui ci accingiamo qui a mettere mano alla Costituzione e a incidere su quell'equilibrio dei poteri, io dico che la lezione americana ci deve servire a tenere gli occhi molto aperti", conclude Giannini riferendosi al nostrano referendum sulla giustizia.
"La democrazia americana, la grande democrazia rappresentativa, ha degli anticorpi, cioè una Corte Suprema che noi forse sbagliando abbiamo considerato trumpiana perché è costituita in maggioranza da conservatori repubblicani, però dimostra che poi alla fine i giudici fanno il loro dovere - chiosa Ferruccio De Bortoli, anche lui in studio -, quindi rispettano la legge e tra l'altro c'è stata anche una maggioranza schiacciante per giudicare incostituzionali questi provvedimenti, quindi questo è un dato di fondo".
"La sconfitta politica c'è - sottolinea l'ex direttore del Corriere della Sera -, sul piano generale si dimostra che i paesi che sono stati più duri, che hanno resistito di più, il Brasile per esempio, il Canada, l'India, insomma alla fine sono quelli (che adesso si troveranno nella condizione migliore, perché allora è stato persino fatto uno sconto, quindi adesso però qual è il valore legale degli accordi che sono stati stipulati per esempio con l'Unione Europea? Saranno tantissime cause, ma immagino che Trump continuerà, rilancerà alla maggioranza del congresso, ovviamente i tempi saranno molto più lunghi, però non credo che ci sarà una marcia indietro".
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— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) February 22, 2026