Intervistata da Vogue, durante gli Internazionali d'Italia, Aryna Sabalenka ha ripercorso tutti i passaggi della sua straordinaria carriera che l'hanno portata a essere oggi la numero 1 del mondo, con quattro titoli Slam conquistati. La bielorussa non ha parlato solo di tennis, ma anche delle tante difficoltà che ha dovuto affrontare nella propria vita privata. Su tutte, la scomparsa del padre e la morte dell'ex fidanzato, Konstantin Koltsov.
Koltsov, giocatore di hockey su ghiaccio di 42 anni, perse tragicamente la vita il 18 marzo 2024, cadendo dal balcone del 23esimo piano di un hotel a Miami. La morte fu classificata come suicidio. All'epoca, Sabalenka non era già più la sua compagna, ma la notizia la devastò ugualmente.
La bielorussa apprese quanto successo dalla polizia, mentre si stava allenando su dei cambi vicini all'albergo. "Stavo lottando con il poliziotto, nel senso che non riuscivo ad accettarlo", ha raccontato al magazine di moda. Nonostante la tragedia, Sabalenka disputò il Miami Open di quell'anno: "Non so - ha detto - se ci siano dei luoghi comuni su come si dovrebbe vivere il lutto. Sento che in questa situazione non c'è una cosa giusta o sbagliata. Tutti abbiamo bisogno di cose diverse. Per me, tornare al lavoro è l'unico modo".
Ugualmente traumatica fu la perdita del papà, avvenuta quando Aryna aveva appena 21 anni. "Pensai - ha raccontato - 'ca..o lo porterò io stessa all'ospedale se l'ambulanza non lo porta', Lo hanno preso il terzo giorno ed era troppo tardi. È stato ancora più difficile per mia madre. E non mi ero accorta fino a più tardi di quanto mia sorella avesse sofferto. Eravamo entrambe le ‘bambine di papà'".