Ranucci ha scelto di seguire le vicende che lo riguardano a Rocca Massima, il paese di nonno Sigfrido e dei suoi genitori, dove tutto iniziò. "Da quando avevo due mesi qui ho passato lunghi periodi dell’estate e della mia infanzia. Ho conosciuto gli amori, le amicizie, il senso e l’importanza della solidarietà - le parole del conduttore di Report -. Qui ho conosciuto e ho imparato ad apprezzare gli odori della natura, a osservare le stelle nella volta celeste che domina senza inquinamento luminoso. Rocca Massima è il centro della mia anima, dove mi rifugio sempre per staccare dagli attacchi e dalle polemiche". Come riporta il Corriere della Sera, davanti a casa di Ranucci c'è l'immancabile scorta a proteggerlo. Anche da eventuali interviste. "Ho domandato ma preferisce di no, c’è stato un abuso di virgolettati ultimamente" ha riferito Roberto De Vita, il suo avvocato.
Del resto, Ranucci non è solo di casa a Rocca Massimo. Ma è anche "cittadino onorario" dal 10 agosto 2025. Due mesi prima dello scoppio della bomba ordinata da Valter Lavitola. "L’immagine di paese arrampicato sulla roccia trasmette contemporaneamente il senso di forza e di precarietà ma con lo sguardo perennemente proiettato all’infinito. Rocca Massima è stata una meravigliosa palestra di vita. Anche nell’insegnamento alla resilienza", aveva detto ringraziando il sindaco per l'iniziativa.
Ranucci, però, resiste e non è solo. Con lui ci sono la moglie Marina. E i due maschi, il primogenito Giordano e il più giovane Emanuele, che rispondono sui social colpo su colpo ai tanti odiatori: "Siamo abituati alle minacce, ma a questo proprio no". "Vivere sotto scorta presenta oneri e onori — aveva detto Giordano —. Onori perché tante volte a mio padre è stato riconosciuto il valore del suo lavoro d’inchiesta. E oneri perché, come avete visto, poi può succedere che anche la tua famiglia corra dei rischi. Ma noi siamo orgogliosi di papà". E infine c'è anche Michela, la figlia di Ranucci, laureata in Legge alla Sapienza col massimo dei voti e la lode.