È il Ferragosto con il romanzo balneare più divertente di sempre e non bisogna neanche andare in libreria a comprarlo. S’intitola “Lavitucci”, racconta le avventure di Valter Lavitola, un faccendiere (ma che lavoro è? ), e di un giornalista investigativo (pure charmant, a leggere la sua autobiografia, un romanzo nel romanzo), Sigfrido Ranucci. Poi c’è Clesio Gomes Tavares, il tuttofare camerunense del faccendiere (e già bodyguard di Rita De Crescenzo), riparato in Africa. Una storia d’amicizia da fare invidia all’amica geniale della Ferrante, anche se qua c’è molto di surreale e poco di geniale. Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato al suo migliore amico, a cui voleva talmente bene da vederlo già premier con la sinistra. Dal canto suo Ranucci si sente un martire, ed evoca addirittura Falcone. È così legato al ruolo di protagonista (a Report) da scordare che in certi feuilleton a un certo punto la prima donna si toglie dalla scena. Nel 2024 il tormentone era la crisi dei Ferragnez, l’anno scorso gli occhi spaccanti, oggi sono bombe e mandanti. Aspettando il finale di “Lavitucci”, buon Ferragosto a tutti.