Piero Sansonetti, direttore de L’Unità, non usa mezze misure per stroncare il programma condotto da Sigfrido Ranucci: "Report era un luogo di linciaggio". Ospite di "4 di Sera News", il giornalista critica duramente quello che definisce un metodo lontano dal vero giornalismo d'inchiesta: "Altro che trasmissione d'inchiesta, era un luogo fondamentalmente di linciaggio". Sansonetti spiega di aver espresso le proprie perplessità su Report già prima delle vicende che oggi coinvolgono Ranucci.
Ci va giù duro: "Report non è un grande giornalismo d'inchiesta. L'ho visto come funzionava. Le inchieste sono un'altra cosa: le facevano Giorgio Bocca, Giampaolo Pansa, Striano. Si andava nei posti, si raccontava, si sudava, si capiva e poi si raccontava”. Poi racconta una propria esperienza diretta: "A me hanno fatto un'intervista di 50 minuti. Poi sono andati in onda otto secondi". Sansonetti cita anche un episodio riguardante Scaroni. "Una volta Scaroni mi raccontò che, volendo Report intervistarlo, lui chiese di andare in diretta. Gli risposero: 'non è il nostro metodo'". Da qui la domanda polemica: "E qual è il metodo?".
La risposta è netta: "Era quello di intervistare, tagliare e dare quello che gli pareva. Questo sarebbe il grande giornalismo d'inchiesta?". Le parole arrivano mentre Ranucci è al centro dell'attenzione anche per l'inchiesta della Procura di Roma sull'attentato dimostrativo del 16 ottobre 2025. Secondo quanto riferito nell'articolo, Valter Lavitola, imprenditore e amico "fraterno" di Ranucci, sarebbe indicato come mandante della bomba di Campo Ascolano. Nel frattempo, viene ricordato il caso del dottor Roberto Rigoli, finito nel mirino di Report nel 2023 per la vicenda dei tamponi rapidi acquistati dalla Regione Veneto. Indagato per falso e turbativa, Rigoli è stato successivamente assolto con formula piena, perché il fatto non sussisteva. Dal programma non sarebbe arrivata alcuna scusa. E non solo l’intervento a “4 di Sera”, Sansonetti in questi giorni è scatenato e ha mostrato anche un video in cui smaschererebbe il “metodo Report”, mostrando Ranucci in un colloquio in cui avrebbe comprato filmati compromettenti per supportare i suoi attacchi verso i personaggi pubblici della politica italiana.