La Corte d’Appello di Milano, sezione lavoro, ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado che condannava l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, a versare oltre 300mila euro a due suoi ex assistenti, Valentina Dadda e François Gelmetti. I due sostengono di essere stati licenziati ingiustamente e avevano richiesto il pagamento delle somme contestate.
Alla base della decisione dei giudici milanesi c’è un vizio procedurale relativo all’instaurazione del contraddittorio tra le parti. La Corte ha accolto il ricorso presentato dai legali di Salis, disponendo l’annullamento della pronuncia di primo grado e il ritorno della causa davanti al Tribunale, che dovrà esaminare nuovamente la vicenda.
L’eurodeputata ha commentato la decisione attraverso un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, scrivendo: "Sentenza annullata. Riconosciute le mie ragioni".
La pronuncia, tuttavia, non rappresenta una decisione definitiva sul merito della controversia. I giudici d’Appello non hanno infatti stabilito se i licenziamenti dei due ex collaboratori fossero legittimi o meno, ma hanno rilevato un problema nella procedura seguita durante il primo giudizio.
Di conseguenza, viene meno la condanna economica precedentemente stabilita, mentre il contenzioso proseguirà davanti al Tribunale competente. Sarà quindi necessario un nuovo esame della causa, nel rispetto del principio del contraddittorio e del diritto delle parti a partecipare correttamente al procedimento. E dopo il verdetto dei giudici, il padre della Salis, Roberto Salis, ha parlato di "cadaveri": "Basta sedersi sulla riva del fiume e poi iniziano ad arrivare i cadaveri degli Angelucci’s Boys”. Il tutto taggando Alessandro Sallusti Pietro Senaldi, Daniele Capezzone, Alessandro Sallusti, Alessandro Gonzato e Nicola Porro. Una caduta di stile...