Libero logo

Fabio Ferrari, il Chicco dei Ragazzi della III C sfida Repubblica e sinistra: "Perché moriremo"

sabato 24 ottobre 2026
Fabio Ferrari, il Chicco dei Ragazzi della III C sfida Repubblica e sinistra: "Perché moriremo"

3' di lettura

Una sfida alla sinistra che non tollera attacchi agli amici. E una sfida a Repubblica, che qualche giorno fa gli aveva dedicato una intera pagina per massacrarlo, a firma Malcom Pagani. Ma il mitico Chicco Lazzaretti de I Ragazzi della III X, non molla di un millimetro e arriva a toccare un altro tabù dei progressisti.

Nel suo nuovo monologo a Filorosso, il (contestatissimo) programma di approfondimento di Antonino Monteleone su Rai 3 (altro sacrilegio, per i compagni), l'attore romano Fabio Ferrari prende di mira il "dirittismo". "Uno spettro si aggira per l’Europa", spiega prendendo spunto da una frase di Sergio Marchionne. Fumo negli occhi, per i cosiddetti progressisti.

"In ferie da cosa?", si chiedeva il manager italo-canadese una volta messo piede per la prima volta al Lingotto, in una Fiat deserta. Il rischio, ripeteva, era quello di "morire di diritti". "Un diritto a qualcosa esiste solo se c’è qualcuno che quella cosa ha il dovere di dartela. Se non c’è un dovere, non è un diritto: è un desiderio che vuoi far pagare a qualcun altro".

Chicco dei Ragazzi della Terza C, l'ultimo folle nemico di Repubblica

Era inevitabile e inevitabilmente è accaduto. Anche I ragazzi della Terza C ormai adulti, vaccinati e liberi di d...

Nel ragionamento rientra anche la casa: "C'è qualcuno che ha il dovere di comprartela, di costruirtela, di affittartela, di regalartela?", chiede Ferrari. E ancora: "C'è qualcuno che ha il dovere di assumerti? Un imprenditore? Lo Stato con i soldi degli altri?". "Tu resti a letto, un altro si alza alle sei e timbra per te. Non è un diritto, è vivere sulle spalle di un altro e chiamarlo giustizia sociale". E tanti saluti al reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle e a chi, alle urne, si gioca la carta del Welfare infinito come passepartout per vincere le elezioni.

"Tu non produci, arrivi tardi, fai perdere clienti, ma il tuo capo ha il dovere di tenerti", insiste Ferrari-Chicco, ricordando che "un’azienda deve produrre, non è un parcheggio". Argomenti che si legano a doppio filo al politicamente corretto. "Non hai il diritto di sentirti offeso - incalza il monologo -. Il mondo intero deve censurarsi, misurare le parole, cambiare idea per non urtare la tua sensibilità? Hai il dovere di diventare più forte. Se tu ti offendi sono c***zi tuoi".

Tutto questo, nei giorni in cui l'Italia si è spaccata a metà: al Nord, da Milano a Bologna, studenti e maranza a spaccare le vetrine del lusso. Al Sud, il blocco dei tir e i supermercati vuoti. "Il camionista il diritto alla casa non ce l’ha. C’è un affitto da 700 euro e se non paga va fuori. Non occupa le case, lui paga l’affitto. Il diritto al lavoro se lo deve andare a prendere alle quattro del mattino. Guida dieci ore e scarica venti bancali a mano. Non fa il post su Instagram per dire che è offeso".

La differenza, aggiunge, è sostanziale: "Quando protesta il camionista non spacca niente. Mette il camion in colonna, quattro frecce, trenta all’ora in autostrada. Non rompe le vetrine perché la roba che c’è dentro magari la porta lui con il camion che si è pagato da sé". Invece quelli "con il Moncler da 700 euro" devastano negozi e librerie. "Sono per caso il simbolo del capitalismo? Non mi pare. Questi non combattono il capitalismo, ne vogliono i prodotti gratis". Istantanea dell'Italia anno 2026: "Per questo noi moriremo. Perché da una parte c’è un’Italia che non ha diritti, ma solo doveri, ed è quella che manda avanti il Paese. Dall’altra c’è un’Italia che ha solo diritti e zero doveri e che il Paese lo brucia".