Rieccolo. Gianfranco Fini sta uscendo dall’ombra, attratto dai raggi tiepidi della politica, l’unico ramo nel quale in passato ha lavorato (si fa per dire) con successo prima di inciampare nei mattoni di una casa a Montecarlo. Il fondatore di Alleanza Nazionale (e prima successore diAlmirante alla guida del Msi) da anni era in castigo per una vicenda, appunto, immobiliare che aveva gettato sudi lui gravi sospetti, quelli di aver speculato in modo scorretto su un alloggio ereditato dal proprio partito grazie a una nobildonna bergamasca che intendeva finanziare la buona causa della destra. Accadde questo. Livio Caputo, un mio collaboratore che scriveva per il Giornale, allora diretto da me, mi mandò una lettera riservata in cui si raccontava la furbata di Fini, il quale, invece di vendere l’alloggio a prezzo di mercato, destinando il ricavato alla sovvenzione del partito, lo cedette a tariffa di favore al fratello della propria convivente, praticamente il cognato.
Feci fare dai miei redattori le opportune verifiche e, accertato che si trattava di una storia vera, fui costretto per correttezza professionale a sbatterla sul mio quotidiano. La cosa fece scalpore e suscitò un vespaio di polemiche. Fini negava ogni addebito accusando me, che peraltro ero amico suo, di voler speculare su una balla macroscopica allo scopo di inasprire i suoi contrasti con Silvio Berlusconi. In realtà la mia denuncia era fondatissima (vi risparmio i dettagli) e alla fine, anche la stampa che inizialmente difendeva il politico, incolpandomi di dirigere la macchina del fango, fu costretta a prendere atto dello scandalo.
Fini, a causa del maledetto edificio, fu trascinato anche in guai giudiziari che mi auguro superati, dato che peraltro li ho persi di vista. Egli, tuttavia, scomparve dai palazzi del Potere, non venne più rieletto alla Camera e neppure al Senato. Fine di una brillante carriera che nessuno immaginava poiché Gianfranco era, ed è ancora, un politico brillante dotato di una grande facondia, soprattutto capace di rastrellare voti. I suoi discorsi in aula erano efficaci e stilisticamente perfetti. La sua uscita da Montecitorio ha lasciato un vuoto mai più colmato. Un ricordo personale. Quando il Cavaliere esordì nell’agone politico, Gianfranco fu sollecitato da Silvio ad allearsi con lui, il quale Gianfranco tuttavia tentennava perché il Dottore di Arcore si era già accordato con Bossi.
Ciò imbarazzava Fini perché tra il suo partito e la Lega Nord vi era un contrasto di vedute. Che io cercai con successo di smussare. Un sabato o una domenica, non ricordo, mi trovavo a Roma e il capo della destra mi invitò al Teatro Adriano dove avrebbe tenuto un comizio. Accettai. Salii sul palco, mi fecero intervenire e dissi: sono convinto che tra i nordisti e i conservatori siano più numerose le cose che li uniscono che non quelle che li dividono. Ignoro se i due schieramenti siano stati influenzati da me, ma è un dato che di lì a poco essi si spalleggiarono a vicenda e con Berlusconi, nel 1994, vinsero le elezioni e andarono ovviamente al governo. Insomma, Fini e io andavamo d’accordo, ma la faccenda della casa di Montecarlo ci divise e diventammo cane e gatto. Poi, come ho già detto, il raffinato oratore, preso anche dalle grane giudiziarie, scomparve dalla circolazione. Fondò un partito che non ebbe alcun successo, e pensavo che ormai non sarebbe più salito alla ribalta. Invece Lucia Annunziata, che conduce un programma televisivo su Rai3 ogni domenica dopo pranzo, lo ha ripescato. I concetti espressi ultimamente da Fini sono impeccabili, il che lo ha rilanciato e riproposto alla attenzione del pubblico. Qualcuno giura che alle prossime elezioni europee sarà candidato. Glielo auguro. Bentornato nemico mio.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.