Verrebbe voglia di dare ancora una volta ragione a Giulio Andreotti: «Il potere logora chi non ce l’ha». Giusto un anno fa la sinistra, con i grandi giornali in prima linea, prevedeva chissà quali catastrofi, economiche e democratiche, qualora, caduto il governo Draghi, il centrodestra fosse andato al potere. Queste difficoltà, in verità, se le augurava, non avendo minimamente a cuore l’interesse dell’Italia. Passata la boa dei sei mesi, constatato che il Paese non è stato affatto isolato dal contesto internazionale e che anche l’economia tiene ed è addirittura in ripresa, la sinistra si è incattivita in modi che a volte rasentano l’eversione. Fra l’altro abituata ad occupare ogni spazio di governo e sottogoverno, l’idea di stare fuori da ogni anello del potere almeno per i prossimi cinque anni deve esserle sicuramente insostenibile. Sulla stampa questo processo di trasformazione è particolarmente visibile perché il tentativo che in essa si compie ogni giorno è quello di stravolgere la realtà.
Ecco allora che ogni parola pronunciata da Matteo Salvini o da Giorgia Meloni viene interpretata come lo specchio di un rapporto fra i due teso e vicino alla rottura, mentre in realtà ad essere nei fatti lacerata da forti divisioni è proprio la sinistra. La morte di Silvio Berlusconi ha poi fatto immaginare una repentina fine di Forza Italia con annesso passaggio in forza dei parlamentari verso altre sponde e conseguente crisi di governo. Per non dire delle discussione sul Mes di queste ore, in cui si immaginano sgambetti reciproci fra gli alleati e ritorsioni europee già pronte sul tavolo a Bruxelles.
Qualche piccolo incidente parlamentare, esecrabile ma in linea con quanto accaduto nei governi passati, viene addirittura interpretato come la prova di una maggioranza e un governo “allo sbando”. In poche parole, il “principio di realtà” è abbandonato, nella speranza nemmeno troppo recondita che il mondo virtuale e spacciato per quello reale possa autoavverarsi. Lo spaccio serale di fake news viene visto un po’ come quei linguaggi performativi, cioè che provocano effetti, di cui parlano i linguisti. Una pia illusione, poiché gli italiani hanno dimostrato più volte di avere gli antidoti giusti per non lasciarsi ingannare. La cosa ancora più impressionante è però osservare lo spiegamento di forze messe in campo dai giornaloni nello scandagliare la vita pubblica e privata, presente e passata, degli attuali leader del centrodestra. Inutile dire che queste vaste inchieste si concludono quasi sempre con un nulla di fatto, come quella in più puntate di Repubblica sul premier, a cui alla fine si è potuto imputare solamente di non aver parlato nella sua biografia di episodi che considerare irrilevanti o non pertinenti significa dargli ancora troppo credito. La stampa progressista più che un “cane da guardia” è, in questi casi, una avvelenatrice di pozzi. Spacciatasi da sempre come democratica, la sinistra dimostra ora, non accettando di stare all’opposizione, di avere una ben strana idea della democrazia.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.