Piero Fassino
D’accordo, vieni avanti Fassino. Eppure c’era, già negli anni ’80, quella vignetta di Forattini in cui un Enrico Berlinguer, lord in monocolo, vestaglia e pantofole, disegnava volute di fumo di cigarillo nell’aria. Il segretario del Pci ascoltava distrattamente, dal palazzo, il vociare del popolo che esalava dalle piazze. E il quadretto era talmente arabescato d’eleganza che l’ipocrisia comunista si attenuava sullo sfondo.
Insomma. Chiamatela Gauche Caviar, o radical chicchismo, o comunismo col Rolex, o lobbysmo del cachemire: fatto sta che la postura di Piero Fassino e le sue esternazioni nei confronti d’una busta paga da parlamentare scarsamente abbiente a 4.700 euro (che con diarie e rimborsi arrivano a 12mila); be’, sono soltanto l’eco della contraddittoria polifonia che avvolge il rapporto della sinistra col denaro. Sterco del diavolo o benemerita distribuzione dei profitti? Smacco al proletariato o legittima aspirazione al benessere? Ah, saperlo.
QUESITI FERALI - I quesiti ferali sui soldi nelle tasche dei compagni si susseguono, da secoli, sul filo dell’imbarazzo; tanto più nel momento in cui il loro elettorato sfila- come oggi - in piazza, incazzatissimo, per il reddito di cittadinanza. Epperò, i dirigenti del Nazareno tardano a rispondere, e si dedicano ad altro. C’è l’Elly Schlein che su Vogue dichiara di spendere 300 euro l’ora per l’armocromista-shopper, la quale le consiglia di sostituire l’eskimo con un trench color salvia, atto a «sposare il suo incarnato delicato e richiama il verde che nei nostri ricordi si accompagna a giornate immerse nella natura che va protetta e custodita». E mentre Vincenzo De Luca - una sinistra evidentemente priva di armocromista- dichiara tutta «l’imbecillità» del gesto, ecco Il Manifesto cercare di metterci una pezza citando la giovane leader democratica Usa Alexandria Ocasio-Cortez «che, nel 2020, fece una serie di video, proprio per Vogue, in cui parlava della sua make up routine quotidiana, spiegando che lo faceva per ribadire dire che «non è vero che se una donna impegnata in politica si interessa al beauty e alla moda sia frivola». Una citazione perfetta per far imbufalire ancor di più chi non arriva a fine mese: peggio el tacòn che il buso, dicono dalle mie parti.
Ma c’è pure Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione il quale, a tutt’oggi, rivendica «l’elemento dell’eleganza contro la vulgata anticomunista che vorrebbe i compagni malvestiti come operai appena usciti dalla fabbrica»; e che accosta l’eleganza di Togliatti (ma quello era decoro) all’eleganza di Elly, ma nel contempo chiede al popolo il «diritto all’oblio» per quel maglioncino di cachemire che, assieme al rotacismo aristocratico l’aveva consegnato alla storia.
E c’è anche, volendo, l’arcobalenata Monica Cirinnà; o, meglio, il suo cane che custodiva nella cuccia a Capalbio 24mila euro in tagli da 500.
Un tesoretto a cui i magistrati hanno impedito all’ex senatrice dimettere mano per via della «disciplina delle cose perdute e ritrovate»,: che, detta così, pare una metafora dei valori stessi del Pd.
E c’è, perfino, Massimo D’Alema- il «fantasma del leader», direbbe Alessandra Sardoni - emergere dalla nebbie del tempo. D’Alema. Colui che amava circondarsi di cose belle, fossero le scarpe fatte a mano o i viaggi alla Sinbad il marinaio sulla tolda del veliero Ikarus, al fianco il fedele Labrador scortato dalle guardie del corpo e carezzato dal libeccio gentile. E che dire delle camicie griffate button down di Walter Veltroni, dell’attico newyorkese da cui Roberto Saviano invoca la difesa dei poveri e dei migranti, degli abitini firmati di lady Soumahoro (anch’ella esercitante il diritto all’eleganza: il trionfo di Chiara Ferragli su Nilde Iotti), mentre il marito entrava in Parlamento con gli stivaloni sporchi di fango? Anche se poi il fango è schizzato sulle sue cooperative d’accoglienza.
OGGETTO CONTUNDENTE - Si disvelano, dunque, a margine di un dibattito che costeggia sempre la politica nelle fasi di stanca, le solite domande: perché i ricchi adesso votano a sinistra e i poveri a destra, nonostante tutta l’irruenza dei 5 Stelle nell’affermare il contrario? Si può davvero essere ricchi e di sinistra, come affermava Sarte che ci aggiungeva tutta l’alterigia dell’intellettuale organico? Mah. Eppure, per tornare alla performance di Fassino, il problema non sta nel fare la morale, ognuno con i soldi è libero di interpretare il mondo come vuole: la ricchezza è un plusvalore. E lo snobismo radical chic possiede perfino un’attrattiva letteraria che parte dei libri di Tom Wolfe e arriva ai salotti romani di Angiolillo e Verusio. No. Senza indagare se nella variegata fauna della sinistra vi sia una diatriba dottrinale tra keynesiani, colbertisti o monetaristi, ciò che salta all’occhio è l’ipocrisia usata come oggetto contundente. Un’arma che diventa sempre più aguzza, curiosamente, all’avvicinarsi delle elezioni...
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.