Il premier spagnolo socialista Pedro Sanchez dice che è del tutto lecito chiedersi se Israele non stia violando il diritto internazionale, chiede una conferenza di pace tra sei mesi nella quale non resta, sostiene, che riconoscere lo Stato palestinese. Nei giorni scorsi aveva difeso il segretario dell’Onu Antonio Guterres, anche lui socialista ma portoghese, dagli attacchi di Israele dopo che al Consiglio di Sicurezza aveva detto che l’azione di Hamas non arrivava dal nulla. Guterres è stato difeso anche dall’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri Josep Borrell, pure lui spagnolo e socialista. Borrell peraltro si è subito schierato dalla parte della Palestina, parlando di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale da parte di Israele, paragonando di fatto la Palestina all’Ucraina. Va altresì ricordato che Borrell ben prima dell’attacco di Hamas aveva sempre preso le parti di Ramallah, e in almeno un’occasione era stato definito «persona non gradita in Israele».
Aggiungiamo pure che in Spagna il resto della sinistra raggruppata sotto la bandiera arcobaleno di Sumar ha chiesto il riconoscimento dello Stato palestinese come una delle condizioni per firmare un accordo di coalizione con i socialisti di Sanchez per la formazione del prossimo governo. L’esponente di questo gruppo, nonché ministro per i Diritti Sociali e attuale leader di Podemos Ione Belarra, ha pubblicato una serie di post sui social media a sostegno della Palestina criticando l’occupazione israeliana. In uno di questi ha invitato la Spagna a portare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu davanti alla Corte penale internazionale per crimini di guerra.
Un appello colto immediatamente dall’amica Irene Montero, ministra per le Pari Opportunità, che ha sottolineato (seguendo il paragone di Borrell) che lo stesso appello è stato fatto «qualche settimana fa nel caso dell’operatrice umanitaria (spagnola) assassinata nella guerra in Ucraina». Questi interventi hanno provocato la reazione del governo Israeliano che attravero l’ambasciata in Spagna ha fatto sapere di essere «profondamente preoccupata» che «alcuni elementi del governo spagnolo abbiano scelto di allinearsi con questo terrorismo di tipo Isis». La Spagna, ricordiamo, è attuale presidente di turno del Consiglio Europeo.
Il bilancio delle devastanti inondazioni causate dalla tempesta che ha colpito il Texas centrale sale ad almeno 51 morti. Ventisette i dispersi.Il dato ufficiale fornito dalle autorità parla ancora di 43 vittime ed è probabile aumenti nella zona più colpita della contea di Kerr. Sempre le autorità sabato in una conferenza stampa hanno dichiarato che 15 delle vittime erano bambini. Il governatore Greg Abbott ha promesso che le squadre avrebbero lavorato 24 ore su 24 per soccorrere e recuperare le vittime. Ancora da ufficializzare il numero delle persone disperse, a parte 27 bambine che si trovavano in un campo estivo femminile.